LA REGIONE DEI COMUNI |
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Trasferimento dei poteri agli enti locali |
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Il quadro delle proposte per le nuove autonomie locali deve partire dal diverso ruolo costituzionale assegnato alla Regione per effetto della riforma del Titolo V della Costituzione, tutto incentrato sulla generalità della potestà legislativa regionale e sull’attribuzione agli enti locali di una generale competenza regolamentare ed amministrativa. Il nuovo statuto dovrà avviare il processo di riforma della Regione che non può non identificarsi con il processo di trasferimento delle competenze amministrative agli Enti locali, secondo il principio generale della sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza delle funzioni in relazione alle specificità locali. La riforma della Regione è una scelta obbligata, essa deriva dall’attuazione dei principi del nuovo Titolo V della Costituzione e deve svolgersi contemporaneamente al processo di trasferimento delle competenze e di riassetto dei poteri locali. Diversamente si attiverebbe una conflittualità con gli enti locali che sarebbe esiziale per le prospettive di sviluppo del territorio. La riforma della pubblica amministrazione in Sardegna significa quindi riforma della Regione e trasferimento delle sue funzioni al sistema degli Enti locali. Essa deve articolarsi con l’applicazione delle nuove metodologie di programmazione e di gestione amministrativa secondo i principi dell’efficacia e dell’efficienza, sulla base dell’individuazione di dimensioni ottimali per la erogazione dei servizi ai cittadini. Questo processo deve portare la Regione ad assumere le funzioni sue proprie che sono quelle di disciplina legislativa, programmazione e coordinamento delle competenze attribuite agli Enti locali che devono, come statuito dal Titolo V, assumere le funzioni amministrative in tutti i settori dell’amministrazione. | |