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LA REGIONE DEI COMUNI

 

Trasferimento dei poteri agli enti locali

 

Rapporti Regione, Province, Comuni

 

Il rapporto del Comune con la Regione e con la Provincia deve essere impostato in termini di collaborazione e di coordinamento e non più in termini di controllo o di censura.

La Provincia, in questa prospettiva, si pone in termini di coordinamento e come un’agenzia di erogazione di servizi a favore dell’attività di pianificazione comunale.

Il suo piano provinciale non deve costituire uno strumento sovraordinato a cui quello comunale si deve adeguare, ma un piano di coordinamento territoriale, che fornisca il quadro d’insieme in cui vanno a muoversi ed a formulare le loro previsioni i piani comunali.

Un quadro d’insieme che deve portare a coerenza le previsioni comunali che, per la loro valenza, trascendono la dimensione territoriale comunale e vanno a proiettare i loro effetti su scala sovracomunale o di area vasta.

Ma non solo, nel piano provinciale devono trovare soluzione, in termini di coerenza, le previsioni di confine, quelle che intervengono in prossimità di un altro territorio comunale e che perciò stesso, hanno implicazioni ultracomunali.

Quella del piano provinciale è quindi una funzione di raccordo tra le varie previsioni espresse dai Comuni; ma non solo, esso deve produrre, a partire dai piani comunali, una sintesi delle esigenze di tutela e valorizzazione del territorio nella molteplicità delle sue valenze ambientali, paesaggistiche, storiche e culturali.

Su queste basi La Provincia deve saper individuare le prospettive evolutive del territorio provinciale e rappresentarne le esigenze in termini di infrastrutturazione di area vasta, di politiche dello sviluppo locale e di dotazione dei servizi, specie di quelli a rete.

Compito della Regione è quello di ricondurre a coerenza, in termini ordinatori, per quanto riguarda la normativa di riferimento, ed in termini di coordinamento, per quanto riguarda la pianificazione, l’intero sistema di governo del territorio e l’attività dei suoi principali protagonisti che sono i Comuni, le loro associazioni e le Province.

Sotto quest’ultimo profilo il suo compito è quello di assicurare innanzitutto la necessaria coerenza in termini metodologici di tutta l’attività di pianificazione territoriale, comunale e provinciale, e, in secondo luogo, quello di fornire tutti i supporti, conoscitivi e di risorse, necessari per lo svolgimento dell’attività di pianificazione locale.

La Regione dovrà farsi carico dell’attività di monitoraggio per garantire, mediante procedure di concertazione, il conseguimento di quegli obiettivi di tutela, qualità e di valorizzazione delle risorse ambientali, storiche, artistiche e culturali che sono il presupposto di qualsivoglia politica di sviluppo.

Mediante la strumentazione di pianificazione territoriale regionale, paesistica ed ambientale, la Regione dovrà assicurare il necessario coordinamento tra la programmazione regionale delle varie politiche di settore, e gli strumenti di pianificazione comunale e provinciale.

Non più, quindi, una Regione che si impone ma una Regione che si propone e lavora insieme agli altri soggetti dell’autonomia che ad essa sono equiordinati, come dispone la riforma costituzionale del Titolo V.


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