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L'ISOLA DEL MEDITERRANEO

 
 

Nei prossimi anni per l’intero bacino mediterraneo si apriràuna prospettiva di sviluppo di estremo interesse, derivata dalle convergenza di fattori esogeni ed endogeni.

La zona di libero scambio euro-mediterranea prevista per il 2010, determinerà notevoli mutamenti nella struttura settoriale degli scambi e nei vantaggi comparativi attuali diventando una fonte di reali potenzialità di crescita sia a sud che a nord del Mediterraneo.

La Sardegna a pieno titolo dovrà essere protagonista in questi nuovi scenari di sviluppo del grande traffico internazionale diventando punto di riferimento centrale delle cosiddette “autostrade del mare” per le altre regioni europee ed in particolare per la penisola spagnola, il Nord Africa, la Grecia.

Lo sviluppo del transhipment dovrà consentire l’attrazione l’insediamento di attività industriali e lavorazioni in grado di aggiungere valore alla semplice operazione di trasferimento dei contenitori.

 

Le azioni di governo che proponiamo

 

Sardegna “piattaforma logistica nel Mediterraneo”

 

Per queste ragioni, un obiettivo di fondamentale importanza della coalizione Sardegna Unita per la crescita economica e sociale della nostra Regione, sarà quello di dare piena attuazione alle politiche che abbiamo già avviato nella passata legislatura in grado di trasformare l’isola in una “piattaforma logistica nel Mediterraneo non soltanto per ciò che concerne l’ambizioso progetto di metanizzazione “Sardegna-Europa” da realizzarsi con il ricorso al project financing, ma anche e soprattutto per quanto riguarda l’inserimento della Sardegna negli spazi aperti dai nuovi mercati europei e la realizzazione di un “ponte strategico nel Mediterraneo” tra la Sardegna e l’Europa.

Entro tale quadro, inoltre, piena attuazione avranno i programmi transnazionali finanziati dall’Unione Europea, quali Interreg, Medocc, Medair, finalizzati ad una comune strategia di sviluppo tesa all’incremento degli scambi tra le regioni del Mediterraneo europeo e la sponda nord del continente africano.

La “piattaforma logistica” consentirà alla nostra Isola di diventare un luogo privilegiato nei confronti delle dinamiche di mobilità del Mediterraneo riferite alle merci, ai canali di trasporto dell’energia e dei combustibili, a quelli dell’informazionee dello sviluppo tecnologico.

Inoltre, il processo attivato avrebbe riverberi significativi anche in termini di sviluppo del turismo, della crocieristica, nell’attivazione di collegamenti aerei diretti tra isole e regioni mediterranee, che potrebbero trasformare profondamente l’attuale assetto di bacino della regione, ad oggi ancora troppo segnato da un legame spesso esclusivo verso lo Stato di appartenenza, che condiziona gravemente gli scambi con le regioni confinanti (si pensi alla connessione aerea Sardegna - Corsica, attualmente inesistente).

Risulta in tal senso fondamentale, come approfondito nella sezione successiva (ottavo raggio: l’isola dell’autonomia europea), un’azione comune e determinata di tre soggetti: la Regione, l’intergruppo Isole del parlamento Europeo e il Governo Italiano.

In particolare, una comune azione con la Corsica può rappresentare un’opportunità straordinaria per dare alla Sardegna un ruolo strategico sia nelle dinamiche nazionali che europeo-mediterranee.

Intensificheremo a tal fine il confronto Italo – Francese affinché venga avanzato a livello europeo un progetto di rilevante importanza che può sintetizzarsi nell’idea di un ponte tra l’Europa e il Mediterraneo. L’azione avrebbe risvolti decisivi e strategici principalmente nel settore dei trasporti e in quello dell’energia.
 

Costruire la competitività internazionale della Sardegna

 

La strategia per costruire e sostenere la competitività internazionale dell’economia dell’innovazione Sarda si articola su tre livelli, diversi e complementari: la competitività localizzata, quella diffusa e quella immateriale.

La competitività localizzata, consiste nell’organizzare pacchetti d’offerta di aree attrezzate per la ricerca e l’alta tecnologia. Si collocano in questo quadro le iniziative del parco scientifico e tecnologico di Pula, e del polo biotecnologico di Alghero.

  • Le strutture realizzate sono d’eccellenza, la loro piena utilizzazione, a cui naturalmente occorre puntare, è subordinata ad alcune opere di completamento e di attrezzatura.

Con la competitività diffusa si tratta di costruire le condizioni ambientali perché le positive iniziative sviluppatesi in questi ultimi tempi si moltiplichino.

  • L’efficienza delle reti prima tra tutte, ma anche incubatori e servizi. Occorre in questo quadro attuare rapidamente ed in modo compiuto il piano telematico regionale ed il progetto di digitalizzazione della Regione “Regione digitale” che rappresentano gli interventi più importanti nella costruzione della competitività diffusa, unitamente alla RUPAR, la rete regionale per la pubblica amministrazione regionale, anch’essa da realizzarsi con le risorse del POR.
  • La costruzione di una rete unitaria pubblica, infatti, inquadrata in un adeguato e generale disegno di riforma organizzativa illustrato nelle precedenti sezioni, costituisce un elemento di razionalizzazione dell’azione amministrativa e consente nuove efficienze del sistema, sempre rilevanti per l’azione del privato.

La competitività immateriale, consistente nell'operare prima di tutto nel segmento dell’istruzione e dell’alta formazione.

  • Occorre guardare alla nuova economia come in passato si guardò alle miniere. In funzione dell’attività estrattiva nacque infatti un’importante scuola di ingegneria mineraria.
  • Così oggi dobbiamo favorire un parallelo processo di adattamento del sistema dell’istruzione, specie di livello superiore, alle nuove opportunità occupazionali legate alle nuove economie.
  • Si tratta di un tema delicato e vasto, come si è visto infatti le nuove economie si articolano in ambiti disciplinari ampi e diversificati, che vanno dall’informatica alla genetica ed alla farmacologia.
  • Le nuove economie devono trovare in Sardegna professionalità preparate e motivate a tale livello da costituire un elemento di competitività rispetto ad altre aree concorrenti.
  • Il carattere internazionale dell’economia dell’innovazione impone alla Regione di intraprendere un’adeguata politica di relazioni estere.
  • Le sedi presso cui attivarsi esistono e sono ampiamente sufficienti e organizzate, soprattutto per quel che riguarda le relazioni intracomunitarie.
  • Il tema dell’economia dell’innovazione deve assumere sistematicamente un ruolo strategico nella partecipazione della Sardegna ai programmi comunitari,

La politica di relazioni internazionali della Regione deve dunque assumere i toni di una nuova modernità, diventando azione integrata di marketing internazionale.



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