Home | | Contattaci |

 

 

L'ISOLA DELLA QUALITA'

 
 

Nei prossimi anni, la "qualità della vita" di una specifica area geografica, diventerà sempre più uno dei principali fattori di vantaggio competitivo

 

La qualità della vita

 

Chi potrà offrire sul mercato un ambiente "vivibile" e "incontaminato" nel quale prevalga ancora la dimensione umana rispetto ai ritmi frenetici, agli eccessi ed al degrado delle metropoli, avrà a disposizione un fattore di sviluppo della stessa valenza di quello industriale.

Le più recenti previsioni sul futuro scenario economico mondiale evidenziano come i Paesi più ricchi, non potranno evitare il progressivo degrado delle loro realtà metropolitane ed urbane sia sotto il profilo ambientale che sociale.

La "qualità della vita" diventerà pertanto una risorsa sempre più ricercata nei mercati internazionali e questo determinerà una rapida crescita del suo valore economico.

Il raggiungimento di un livello della "qualità della vita" che possa consentire alla Sardegna di posizionarsi competitivamente nei mercati internazionali impone un radicale ripensamento degli obiettivi, dei metodi e delle conseguenti politiche regionali che devono essere finalizzate ad una progressiva trasformazione dell'attuale apparato produttivo.

La Sardegna deve riuscire a conciliare l’utilizzo delle risorse ambientali con la loro conservazione. Tale conservazione non può prescindere dal coinvolgimento delle popolazioni che vivono nei territori meno urbanizzati.

Le azionidi governo che proponiamo

 

Integrazione fra ambiente - agricoltura - turismo - artigianato

 

Non a caso il turismo sta infatti assumendo un ruolo sempre più rilevante nell'economia regionale.

Lo sviluppo turistico della Sardegna però si è realizzato negli ultimi 30 anni in modo completamente squilibrato.

Si potrebbe dire che in Sardegna esiste esclusivamente un "orlo turistico” (la costa), alle spalle del quale persiste un contesto economico di cui il turismo è componente ancora marginale.

Ed ecco che ad essere frettolosamente liquidati da un certo turismo in cerca di mare stereotipato e di comfort senza specificazioni sono i caratteri più vivi di una terra ricchissima di storia di tradizioni e di aspetti etnici e culturali del tutto particolari.

Tuttavia, in questi ultimi anni si è, avvertita, sempre più forte, la necessità di una stretta integrazione fra ambiente, agricoltura, turismo, artigianato e produzioni tipiche locali tesa alla composizione di un quadro socio-economico nuovo ispirato alla concezione della integrazione intersettoriale.

Entro questo nuovo quadro di riferimento va affrontata senza più esitazione la questione delle opportunità dello sviluppo sostenibile e delle aree di protezione e salvaguardia ambientale.
 

Parchi - Caccia

 

In Sardegna i parchi possono coesistere con la caccia e con le attività produttive.

Le polemiche ricorrenti sulla validità dell’istituzione dei parchi vanno riportate a ragionevolezza. Ciò che importa è che siano sempre e comunque le istituzioni locali e i cittadini a decidere se e come regolamentare il proprio territorio.

Per rimuovere i dubbi sulla validità dei parchi in Sardegna, occorre realizzarne uno campione, laddove esiste il consenso delle popolazioni, e dimostrarne gli effetti positivi, sia dal punto di vista della salvaguardia ambientale, che dei vantaggi produttivi e dell'occupazione che ne consegue, rispettando le aspettative della popolazione del parco relativamente ai loro usi, costumi e bisogni.

La caccia praticata al fini di conservazione, può assumere una funzione essenziale nella protezione dell'ambiente, mantenendo un buon equilibrio tra le specie ed impedendo la proliferazione eccessiva che espone alla fame, alle malattie, producendo anche guasti alle vegetazioni.

Occorre, per questo, favorire una più adeguata formazione dei cacciatori e orientare le politiche agricole per consentire agli animali selvatici di vivere nelle zone agricole, procurando nel contempo agli agricoltori introiti complementari derivanti dall'attività venatoria. Si deve favorire il dialogo tra cacciatori, agricoltori, silvicoltori, escursionisti, ambientalisti, ottenibile da una cooperazione reciproca. Al posto delle velenose polemiche è necessario contribuire al massimo a far meglio comprendere all'opinione pubblica la funzione essenziale della caccia nella conservazione dell'ambiente naturale e nella ricerca dello sviluppo economico delle regioni rurali.

Pur senza costituire un'alternativa totale alla grande industria, le nuove iniziative nell'ambiente e nel territorio costituiscono la nuova frontiera dell'"occupazione verde" in Sardegna. D'altro canto, anche volendo, nella nostra Regione non è più possibile pensare ancora ad uno sviluppo basato sulla grande industria.

E' opportuno invece valorizzare le risorse disponibili creando la massima integrazione tra le realtà produttive locali.

 

Conservazione ambientale

 

Le azioni che saranno perseguite, coerentemente con quanto stabilito dalle politiche comunitarie, pongono la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale come momento centrale della programmazione turistica regionale.

Nei confronti di queste tematiche si è spesso formata una resistenza di tipo pregiudiziale che non va assolutamente condivisa.

Il problema centrale di ogni politica di sostegno allo sviluppo è oggi quello di conciliare le quasi sempre inevitabili esigenze di trasformazione e attrezzatura del territorio con il mantenimento di una qualità ambientale elevata.

In questo contesto, comunque difficile, si colloca anche il tema dello sviluppo turistico della Sardegna che, infatti, spesso si è configurato come uno scontro tra la difesa dell’ambiente e le ragioni dell’economia.

E’ chiaro che non esistono formule magiche, ma è altrettanto evidente che disporre di una serie di opzioni di sviluppo quanto più ampia possibile consente una maggiore possibilità di scelta, e questo per noi deve essere un valore.

Entro il quadro di riferimento normativo sopra richiamato, il nuovo approccio integrato e sistemico che proponiamo si propone di rendere più visibili i vantaggi economici ed occupazionali derivanti dalle politiche di conservazione ambientale con la realizzazione di un pacchetto organico di interventi e progetti integrati.

Più nel dettaglio le azioni di conservazione ambientale previste attengono:

  • agli interventi di tutela delle diversità biologiche e delle specie faunistiche e floreali minacciate;
  • agli interventi per l’offerta di adeguati servizi didattici e di accoglienza gestiti in forma imprenditoriale;
  • alla promozione di iniziative economiche, in particolare di quelle legate al turismo ed alle attività produttive tipicamente locali che richiedono, per svilupparsi, un alto livello di qualità del patrimonio ambientale e la promozione di attività imprenditoriali “verdi”;
  • alla collaborazione con i Comuni nelle attività di pianificazione;
  • alla tutela, il restauro ed il recupero degli immobili di interesse storico e artistico, di edilizia abitativa rurale, dei centri storici, da destinare alla ricettività, alle attività culturali, alla gestione imprenditoriale dei servizi, inerenti soprattutto l’organizzazione della fruibilità delle aree naturali (sportelli informativi, centri visite, museali, didattici ecc.);
  • al recupero di ambiti degradati fondati sulla forestazione produttiva.
 

Più forza all’agricoltura

 

In Sardegna non è possibile dividere la difesa dell’ambiente dalla gestione dell’attività agricola. Preservare l’ambiente significa, tra le altre cose, mantenere la presenza di quante più persone possibile nelle nostre campagne.

E’ evidente la necessità di una strategia complessiva che consenta di rilanciare la produzione agricola per di migliorare le condizioni di vita della popolazione rurale.

Solo in questo modo riusciremo ad invertire il processo di erosione della qualità ambientale che vede la sua più evidente manifestazione nella desertificazione.

In questo caso vanno affrontate energicamente le situazioni contingenti, siccità, lingua blu, e indebitamento delle aziende agricole, ma nel contempo va predisposta una strategia complessiva e d’orizzonte per il settore agricolo.

La riforma della Politica Agricola Comunitaria (PAC) con il graduale abbandono del regime di sostegno dei prezzi, che pure ha migliorato la competizione del nostro settore agroalimentare sui mercati internazionali, rende ancora più urgente ed evidente adottare una combinazione di misure che rispondano ad un unico disegno di politica locale.

A seguito della Riforma PAC, si andrà a delineare nel settore agricolo una maggiore separazione tra le diverse realtà agricole regionali ed in particolare, tra le realtà maggiormente dinamiche ed organizzate in filiere produttive strutturate e consolidate e le altre realtà, “meno competitive”, nelle quali le filiere appaiono ancora oggi destrutturate.

Nelle realtà più competitive, che assumono in certi contesti connotazioni di distretto agricolo, dovrebbero essere programmati interventi che, in linea con la nuova PAC, permettano agli operatori di confrontarsi con una realtà sempre più competitiva ed un sostegno al reddito sempre meno influente nelle scelte di impresa.



e-mail: info@sardegnaunita.it | Mappa del sito | Privacy | - | ©2004 Sardegna Unita - Mauro Pili Presidente