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L'ISOLA DELLA QUALITA'

 

Conservazione ambientale

 

Un master plan per l’ambiente

 

Il rilancio dell’Agricoltura, pertanto, va attuato nell’ambito di un master plan per la ricostituzione ambientale che la Regione dovrà utilizzare quale strumento unico e coerente di tutte le azioni e le risorse attivabili in questo settore.

I principi basilari che devono ispirare il Master Plan sono:

  • economicità;
  • strategia di filiera;
  • sostenibilità;
  • internazionalizzazione.

Economicità: i programmi di ripristino ambientale delle aree rurali devono avere il requisito dell’autonomia economica ed essere in grado di produrre ricchezza.

In molti settori la conciliazione tra ragioni economiche e ripristino ambientale appare più che possibile, come nel caso della foresta della quercia da sughero, che in questi ultimi 50 anni ha subito una drastica riduzione stimata nella perdita di oltre il 50% del patrimonio arboreo.

Il ripristino e la rigenerazione delle foreste interessa la Sardegna e tutti gli altri paesi del Mediterraneo. E’ infatti importante ricordare che la richiesta del sughero è in continua crescita, mentre la produzione diminuisce costantemente.

Vi sono altre coltivazioni di sicuro interesse e valore economico quali la vite, e l’ulivo, e che oltretutto presentano ampi margini di valorizzazione se collocati all’interno di attente strategie di filiera.

Strategia di filiera: adottare una strategia di filiera significa collocare il momento della produzione agricola all’interno di un processo di valorizzazione economica, che attraversa la fase di distribuzione, il marketing, il posizionamento sui mercati nazionali ed esteri e le azione in difesa e tutela dei marchi, delle produzioni d’origine, tipiche e di qualità.

Raccordare il lavoro del coltivatore con il mercato evitando che, come troppo spesso è avvenuto in passato, egli rappresenti il segmento debole del sistema produttivo, su cui finiscono con il gravare i minori profitti e i maggiori rischi.

Tramite l’organizzazione di filiera si migliora sostanzialmente il rapporto tra produzione e consumo, indirizzando la prima verso le aree più ricettive del secondo.

Fondamentale resta il ruolo della Regione che nel promuovere questa strategia si assume l’impegno di assolvere le proprie funzioni, specie nei settori dell’organizzazione, del marketing e della politica di tutela delle produzioni tipiche e locali.

Sostenibilità, fare ciò che si può: ciascun progetto deve essere preceduto dagli studi di base che consentano di valutare la suscettività per un determinato uso del suolo (Land Suitability), come si fa in molte parti del mondo per evitare insuccessi.

Tale suscettività si basa sul confronto fra esigenze dell’uso ipotizzato (ad esempio luce, temperatura, umidità, reazione del suolo, ecc.) e la qualità del territorio destinato al soddisfacimento di quelle esigenze.

I fallimenti dell’introduzione delle specie esotiche in Sardegna o dei cosiddetti “miglioramento pascoli” sono dovuti proprio a questa mancanza di valutazione preventiva della suscettività.

Le conseguenze di questi fallimenti, sono state così gravi da portare, in alcuni casi, ad accentuare il fenomeno della desertificazione, erodendo gravemente l’ecosistema preesistente.

Internazionalizzazione: i progressi registrati nella lotta alla desertificazione sono per massima parte stati conseguiti nell’ambito di programmi internazionali di ricerca e sperimentazione.

Per cultura, convinzione e convenienza crediamo fermamente nel valore politico, ma anche economico, della cooperazione e della collaborazione internazionale.

E’ chiaro il deficit di conoscenze che oggi limita il nostro orizzonte operativo ed al quale occorre rispondere avviando ricerche necessariamente multidisciplinari difficili e costose, che potranno dare risultati utili in tempi brevi solo se fondate su ipotesi di collaborazione internazionale.

L’internazionalizzazione del settore può spingersi anche oltre la cooperazione nei settori della ricerca, della sperimentazione, dello scambio di informazioni ed esperienze, per muovere verso aree di condivisione di interessi, di regole, di valori, nella costruzione di un fronte comune per la difesa e la tutela di una risorsa irrinunciabile.


 

 

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