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LA REGIONE SISTEMA

 
 

Il primo raggio di sole del programma “Regione Sistema” sottolinea l’approccio integrato che dovrà caratterizzare la nostra azione di governo.

Perché il sistema possa essere realizzato, è necessario che sussista un fondamentale requisito di continuità interna, prima ancora che esterna.

Continuità interna e uguale possibilità di accesso all’utilizzo delle risorse, sono due fattori fondamentali per consentire uno sviluppo omogeneo, una sostanziale parità di condizioni su tutta la regione. Tale parità può essere raggiunta solo attraverso il progressivo potenziamento delle infrastrutture attraverso un’efficace azione di programmazione e pianificazione territoriale che tenga conto di ciò che già esiste per razionalizzare quanto di nuovo dovrà essere realizzato.

E’ inutile perseguire azioni di continuità territoriale verso l’esterno, se poi non realizziamo una corrispondente continuità interna. Senza una rete viaria adeguata le zone interne saranno sempre penalizzate e la costituzione di nuove aree industriali-artigianali sarà destinata al declino.

Sono stato nella zona industriale di Isili e mi sembrava di essere su Marte. Capannoni vuoti, completamente abbandonati, strade asfaltate e inutilizzate. Ma chi le ha fatte tutte queste cose? Con quali soldi? È la logica di chi ha pensato di cancellare con un colpo di spugna la cultura della Sardegna.

In politica bisogna essere coerenti e io dico che il progetto di piano di rinascita che la mia giunta ha messo a punto, è un progetto che punta a dire: in Sardegna si è fatto tanto negli anni passati, e rispetto alle cose che si sono fatte, noi abbiamo soltanto un compito quello di metterle a sistema. Altrimenti sarebbe uno sbaglio gravissimo, uno spreco.

Dalle strade ai porti, non possiamo permettere che il politico nuovo dica che è tutto sbagliato ed è tutto da rifare. Abbiamo il dovere di cogliere il massimo utile col minimo sforzo. Il minimo sforzo è quello di mettere in rete quello che già esiste.

 

 

Quale nuovo modello di sviluppo per la Sardegna?

 

Non si può dimenticare come le forze del Centro–Destra, nonostante le note difficoltà che ne hanno condizionato l’azione di governo nella passata legislatura, siano state portatrici di un forte spinta innovativa caratterizzata dalla netta discontinuità con il passato.

Oggi che ci ricandidiamo alla guida della Regione, nella certezza di avere sconfitto ab-origine i condizionamenti di un vecchio modo di fare politica che ci hanno impedito di governare, dobbiamo richiamarne quei principi ispiratori e rilanciare i punti più qualificanti del nostro modello di sviluppo perché diventino, sempre più, parte integrante del nostro patrimonio culturale e politico, consentendoci di orientare al meglio le nostre future azioni ai diversi livelli istituzionali.

 

 

La nuova programmazione dello sviluppo

 

Per invertire la rotta e raggiungere l'obiettivo posto dalla nuova programmazione dello sviluppo, abbiamo quindi avviato un processo di discontinuità rispetto al passato rompendo le precedenti tendenze al ristagno, così da favorire la promozione di un circolo virtuoso di valorizzazione delle risorse localiche consentisse di aumentare in modo duraturo la produttività dell'intero sistema.

E’ su queste basi che abbiamo avviato il nuovo ciclo della programmazione che intendiamo valorizzare e completare conquistando il governo della Regione nella prossima legislatura.

E’ certamente un compito rilevante a cui, come coalizione Sardegna Unita, sapremo dare risposte tempestive ed efficaci forti della determinazione di costruire un nuovo futuro di sviluppo della nostra Isola.

Potremo essere propositivi unicamente nella misura in cui sapremo assimilare e conoscere in profondità il nostro passato e le nostre radici culturali, anche per meglio controllarle criticamente così fondando - su questa conoscenza- nuovi modelli di sviluppo capaci di individuare le opportunità ed –al contempo-i limiti dell’eredità della tradizione focalizzando i punti nodali in cui innestare i processi di cambiamento.

Anche nella prossima legislatura perseguiremo con successo, così come ampiamente dimostrato in quella passata, il fondamentale obiettivo strategico su cui, peraltro, ruota la stessa programmazione dei fondi comunitari, rappresentato dal POR Sardegna 2000 - 2006: “l'intero processo va improntato, da un lato, a politiche di miglioramento del contesto (infrastrutture, servizi, ricerca e innovazione, ambiente) e, dall'altro, a politiche di attrazione di capitali, di lavoro specializzato, di imprenditoria da realizzarsi anche attraverso la valorizzazione permanente delle nostre risorse e della nostraqualità della vita: ambiente, tradizioni, capitale umano, patrimonio naturale e culturale, risorse specifiche di ciascun territorio legate alla sua posizione geografica”.

Nondimeno, forti dell’esperienza trascorsa, intendiamo introdurre alcuni fondamentali correttivi nei confronti dei meccanismi meno funzionali della gestione dei fondi comunitari.

Vogliamo imprimere una forte accelerazioni in questa direzione nella consapevolezza che per far decollare il sistema economico e sociale della nostra Isola è necessario l’accompagnamento e l'impegno di tutte le istituzioni del Paese al fine di rafforzare il ruolo del mercato e della concorrenza, di rendere più efficiente il mercato del lavoro, di ammodernare la pubblica amministrazione ed internazionalizzarel’economia e la cultura locale.

 

Sistema delle infrastrutture e rilancio del territorio

 

Nelle sezioni successive vengono riportate le politiche prioritarie che caratterizzeranno l’azione di Governo nella prossima legislatura.

E’ proprio con riferimento a queste politiche prioritarie che intendiamo misurare la nostra capacità di fare sistema con la ricerca delle opportune forme organizzative di gestione basate sulla interazione e la co-azione di diverse competenze e con un’attenta azione di coordinamento programmatico.

Sono azioni che attengono principalmente al sistema delle infrastrutture ed al rilancio del territorio e che intendiamo affrontare con riferimento alle seguenti linee prioritarie d’intervento:

  • la definitiva soluzione del problema della “siccità” e del razionamento idrico con un’azione articolata di miglioramento del sistema idrico e del ciclo delle acque attraverso l’implementazione di un sistema di gestione che migliori le attuali condizioni dell’isola diventando nuova fonte ricchezza, in relazione anche con le opportunità di connessione/interazione interna ed esterna;
  • la costruzione di una solida “continuità territoriale” sia interna, attraverso il potenziamento delle reti di connessione nord-sud e costa-zone interne, sia esterna con l’incremento della connettività dell’isola verso il continente e l’Europa il potenziamento della rete di trasporto regionale;
  • la creazione di una “piattaforma logistica” per la mobilità del mediterraneo, sia di merci, condotti e canali di trasporto dell’energia e dei combustibili, sia dei canali dell’informazione e come base per lo sviluppo tecnologico.
 

Fare sistema per vincere la sfida dell’acqua

 

L’acqua fa parte del sistema ambiente; l’acqua è un sistema di dighe, condotte, canali, serbatoi, reti, collettori, impianti; l’acqua è un sistema di gestione, dove in molti lavorano per trasformare una risorsa naturalmente disponibile in un bene effettivamente utilizzabile; l’acqua è un sistema istituzionale, dove amministrazioni centrali e locali collaborano per la pianificazione e la realizzazione delle opere, per la definizione delle regole, per la soluzione dei conflitti d’uso, per la tutela degli utenti, per la conservazione della risorsa.

La sfida dell’acqua può essere affrontata solo agendo come un unico sistema: come un’insieme di unità correlate ed interagenti, che lavorano unite in modo organizzato, collaborano e concorrono al raggiungimento di obbiettivi comuni, partecipati e condivisi.

La sfida dell’acqua può essere vinta solo mettendo a sistema l’imponente patrimonio infrastrutturale, di cui la Sardegna è dotata, e valorizzando il patrimonio di conoscenza, competenze ed esperienza, che in molti ci invidiano.

La premessa indispensabile è aver chiari i problemi per poi individuare in modo condiviso e partecipato le soluzioni infrastrutturali, gestionali, istituzionali; quindi collaborare per raggiungere gli obbiettivi, con le risorse e nei tempi programmati.

 

Lo sviluppo della viabilità e del trasporto come garanzia di continuità interna

 

In Sardegna, la politica dei trasporti, pur nella consapevolezza apparente che il settore e le sue problematiche siano di rilevanza strategica per lo sviluppo socio-economico della Regione, è stata spesso contrassegnata dall'emotività, dall'emergenza e forse dall'improvvisazione.

In diverse situazioni si è assistito ad un circolo vizioso in cui l'emotività (aumento delle tariffe, soppressione di alcuni servizi, riduzione di finanziamenti, scioperi selvaggi ecc.) ha condotto alla non riflessione, a decisioni improvvisate, scoordinate e non razionalmente inquadrate in una logica di programma integrato fra le diverse modalità, articolato nel tempo e per priorità di interventi.

Lo stesso aggiornamento del PRT, completato dal punto di vista tecnico nel Marzo ‘96, non ha mai avuto una conseguente approvazione politica, disattendendo nella pratica il ruolo che il piano deve esercitare e, cioè, quello di punto di riferimento costante per le scelte in materia di assetto territoriale e del sistema dei trasporti.

Questa carenza è ancora più dannosa in riferimento alla riforma a tutto campo del sistema dei trasporti che ha interessato il trasporto pubblico locale (D.L. 422/97 e, ultimo, il D.L. 20/10/99 n.400), la portualità (con l'attuazione della L.84/94), il trasporto ferroviario (Regolamento Attuativo del D.L. 91/440), la rete stradale (trasferimento competenze, D.lgs 461/99), l'aviazione civile, il traffico urbano, per citare i più importanti, e che incide in maniera sostanziale sull'assetto e sugli strumenti di governo del settore.

I risultati pratici di queste nuove regole impongono alle regioni di svolgere, non più una funzione prevalentemente passiva e di responsabilità riflessa sulle scelte strategiche, ma un ruolo di responsabilità diretta soprattutto nella pianificazione e gestione dei servizi di trasporto e di importanti sistemi infrastrutturali. L'applicazione di tutto ciò alla specificità della realtà sarda deve essere governato con strumenti efficaci perché non si verifichi che una diretta attivazione di alcune normative (concorrenza e liberalizzazione dei mercati) amplifichi le distorsioni e i gravi squilibri ancora presenti in questo settore della realtà sarda.

 

Intermodalità, porti e aeroporti

 

La costruzione di una rete necessità di appositi nodi, dove i diversi sistemi possano trovare gli opportuni collegamenti. In altri termini questo significa che devono esistere dei luoghi predisposti a permettere una continuità tra le differenti tipologie di trasporto.

Così non è.

 

Energia

 

La situazione delle tariffe dell’energia elettrica, vede non solo la Sardegna, ma l’intero Paese in una posizione di forte penalizzazione nel confronto europeo.

Per le utenze industriali il prezzo medio dell’energia elettrica al netto delle imposte in Italia si colloca sopra la media europea, con uno scostamento che raggiunge punte superiori al 50% (i divari sono ancora più rilevanti se considerati rispetto a Paesi come la Francia- le tariffe italiane sono quasi doppie – e come la Svezia – le tariffe italiane sono quasi triple). Inoltre, l’incidenza fiscale in Italia (al netto degli oneri di sistema) è superiore a quella media europea.

I recenti rincari delle quotazioni del greggio hanno ulteriormente ampliato il differenziale di prezzo.

   



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