LA REGIONE SISTEMA |
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Energia |
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Il Piano Energetico della Sardegna (PERS)
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Opzione strategica – lungo periodo (10 anni) Nel lungo periodo, gli scenari internazionali e lo stato della ricerca, renderanno possibile una nuova rivoluzione industriale. La prevista introduzione del metano in Sardegna, alla luce delle possibilità lasciate intravedere dallo sviluppo della tecnologia, apriranno nuovi scenari che potrebbe far divenire realtà il progressivo svincolo dalla dipendenza dal petrolio e la introduzione su scala industriale delle opportunità offerte dall’uso delle celle a combustibile, prima a metano e poi e a idrogeno. Tali nuove tecnologie potrebbero aprire anche una nuova strada per l’ipotesi di utilizzo pulito del Carbone Sulcis al quale dovranno essere rivolte nuove attenzioni. Entro tali nuovi scenari di riferimento l’opzione strategica, di tipo strutturale, già assunta dal Governo regionale di concerto con quello nazionale, è legata alla attuazione del programma di “metanizzazione” della Sardegna. Quest’ultimo, in fase avanzata di fattibilità, assume che l’Isola diventi la seconda via di adduzione del metano al continente italiano e, per questo tramite, anche al sud del continente europeo, con provenienza dalle coste del Mediterraneo meridionale. La soluzione predetta in linea con le indicazioni strategiche comunitarie che mirano a creare condizioni di differenziazione sia delle tipologie di prodotti energetici, sia della fonte di provenienza di tali prodotti, ha il pregio:
L’infrastruttura in programma solleva la Sardegna dallo scomodo ruolo di beneficiario esclusivo o finale dell’opera e quindi di portatore di interessi preminenti, se non esclusivi, alla realizzazione della stessa e fa rientrare la predetta infrastruttura fra quelle destinate a realizzare le linee strategiche nazionali in materia di approvvigionamento energetico rientranti nella competenza statale. Inoltre l’estensione del gasdotto fino alle coste francesi determinerebbe un beneficio aggiuntivo anche per l’Unione europea, aumentando le possibilità di concorrenza sul mercato europeo nei confronti dei produttori dei Mari del Nord e della Russia. Infine, la costruzione di un nuovo metanodotto consentirebbe un accesso diretto di nuovi soggetti alle fonti di approvvigionamento, con lo sviluppo della concorrenza sul mercato interno e quindi, in prospettiva, con la possibilità di una riduzione dei costi per i consumatori. L’opera prevista, come fatto concreto già acquisito dalla Giunta Pili, è già stata inserita fra le infrastrutture di preminente interesse nazionale, da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese (decreto 273 del 12/12/2002 - gasdotto Algeria-Sardegna-Italia-Francia - - capo IV art. 27) Le certezze di tale quadro di riferimento programmatico, consentano, già oggi, di ipotizzare interventi di potenziamento del sistema di produzione regionale fondati sullo sviluppo della tecnologia del ciclo combinato a gas che ai vantaggi di tipo economico, aggiunge quelli del basso impatto ambientale. Interventi di medio periodo (5-10 anni) Nell’ottica della prevista realizzazione delle infrastrutture e degli impianti funzionali al progetto di metanizzazione dell’isola è, tuttavia, evidente la necessità di programmare una serie di interventi, di medio periodo, che consentano di sfruttare tutte le opportunità offerte dalle strutture e dagli impianti attualmente esistenti in Sardegna verificandone la funzionalità, anche con gli opportuni interventi di ristrutturazione e potenziamento. Rientra in tale ottica anche l’ipotesi di potenziamento e ottimizzazione degli impianti di produzione che utilizzano o possono utilizzare come combustibile il carbone. Questi ultimi, devono comunque garantire le migliori opportunità produttive e di garanzia ecoambientale in linea con le pressanti esigenze delle popolazioni locali. Entro tale quadro, soprattutto per le esigenze del polo metallurgico del sulcis, si ipotizza una soluzione di tipo strutturale, riguardante la realizzazione di una nuova centrale a carbone a letto fluido in regime di autoproduzione da parte delle principali industrie energivore dello stesso polo (ALCOA, Portovesme, Euroallumina) Nel quadro degli interventi di medio periodo, assume una particolare rilevanza e massima priorità il completamento dell’intervento già programmato di un nuovo collegamento in corrente continua (per almeno 1000 MW), che dovrebbe entrare in servizio, come previsto dal GRTN, entro il 2006. Tale intervento risulta fondamentale, tenuto conto, da un lato, della vetustà dell'attuale collegamento in corrente continua SACOI e delle conseguenti limitazioni nel suo esercizio e, dall'altro, dei possibili ed auspicati sviluppi, sopra richiamati, del parco di generazione dell'Isola. Interventi di breve periodo Nelle more dei previsti interventi di medio-lungo periodo, sono stati già attivati in stretto raccordo con il Governo nazionale urgenti ed indifferibili interventi di tipo normativo-regolamentare che hanno consentito di scongiurare la chiusura di importanti impianti produttivi e salvaguardare i livelli occupazionali dell’industria di base regionale. Una grande conquista della Giunta Pili è stata quella di aver fatto passare il principio, sia a livello governativo nazionale che in sede UE, che fintantoché non saranno stabilite pari condizioni rispetto alle atre Regioni italiane, sono necessari specifici interventi transitori, quale compensazione e riequilibrio delle diseconomie derivanti dall'insularità. Tali interventi, in larga parte già varati, possono essere così sintetizzate:
Il quadro complessivo delle strategie e delle azioni previste evidenzia, pertanto, come uno degli aspettipiù qualificanti del piano energetico regionale sia quello di coltivare un sistema energetico basato su una pluralità di fonti di energia e di tecnologie. La Sardegna con l’uso razionale del carbone e con le fonti rinnovabili non solo potrà raggiungere l’autosufficienza energetica ma può candidarsi ad esportare energia elettrica pulita attraverso la rete transeuropea dell’energia. I programmi sopra esposti sono coerenti con la proposta di una scelta strategica per pianificare lo sviluppo a medio-lungo termine del sistema energetico della Sardegna: pensare l’isola come “Piattaforma Energetica del Mediterraneo” che si candida ad essere punto di snodo non solo per il passaggio del gasdotto Algeria – Italia, ma anche, in una prospettiva futura, area di approvvigionamento di Gas Naturale Liquido da immettere nel gasdotto italiano, e soprattutto area di produzione di Energia elettrica per l’esportazione, Energia ad elevata qualità con l’importante contributo delle fonti rinnovabili. | |