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LA REGIONE SISTEMA

 

Fare sistema per vincere la sfida dell’acqua

 

LE AZIONI

 

Fare sistema per vincere la sfida dell’acqua vuol dire:

  • rendere efficiente e meno vulnerabile il sistema infrastrutturale;
  • gestire la domanda percontenere i consumi;
  • trasformare le attuali gestioni dei servizi idrici in gestioniimprenditoriali;
  • completare il quadro istituzionale;
  • favorire l’informazione e la partecipazione alle decisioni sull’acqua.

Atal fine le azioni e le priorità che poniamo per raggiungere tali obbiettivi possono essere così sintetizzate.

  • Rendere meno vulnerabile il sistema: sia diversificando le fonti sia interconnetendo tra loro gli schemi multisettoriali (il prelievo e il trasporto dell’ acqua dalla miniera di Monteponi e il collegamento Tirso - Flumendosa vanno in questa direzione e dimostrano che se si vuole, si può e in tempi rapidi).
  • Riqualificare le reti idriche (gli interventi, finanziati con 93 milioni di euro con l’ordinanza del commissario per l’emergenza idrica n. 350, ben 222 cantieri in altrettanti comuni, rappresentano un’ulteriore prova di come si possano attivare, presto e bene, interventi decisivi per riportare in equilibrio il sistema).

Si può tuttavia fare di più!

  • Sulpiano delle risorse alternative al multisettoriale si dovrà rendere operativo il piano di riutilizzo delle acque reflue in agricoltura, incentivare il riciclo delle acque per uso industriale, approfondire gli studi per attivare l’uso di risorse a scala locale (pozzi, laghetti collinari, piccole traverse).
  • Si dovrà, inoltre, completare l’opera di riqualificazione delle reti idriche, attivando procedure di controllo continuo delle perdite e di manutenzione programmata; nel settore irriguo si dovranno sostituire i canali a cielo aperto con condotte in pressione.
  • Sul fronte della domanda, soprattutto quella irrigua, al fine di creare le condizioni per il contenimento dei consumi, sarà necessario incentivare l’uso di tecniche irrigue ad alta efficienza, installare i contatori nei campi e applicare tariffe a volume, realizzare e rendere operativi sistemi informativi sull’uso ottimale delle risorse irrigue (quantità giusta al tempo giusto). Nel settore civile, campagne di sensibilizzazione e incentivi all’utilizzo di apparecchiature idrauliche a basso consumo (da inserire nei regolamenti edilizi) costituiscono misure importanti per il risparmio idrico.

Ma è soprattutto sul piano gestionale ed istituzionale che bisogna agire.

  • E’ indispensabile affidare al più presto la gestione del servizio idrico integrato, utilizzando la soluzione di affidamento che dia le maggiori garanzie per la scelta di un gestore tecnicamente e finanziariamente valido.
  • Occorre trovare una soluzione per la gestione unitaria delsistema multisettoriale, che consenta di superare la frammentazione esistente; il presupposto essenziale per percorrere la strada indicata è tuttavia la costituzione dell’Autorità di Bacino, autorevole sul piano tecnico e istituzionale, luogo di incontro tra le parti coinvolte e punto di riferimento per il superamento dei conflitti d’uso.
  • La riforma dei Consorzi di Bonifica costituisce un impegno non rinviabile, se si vuole, anche nel settore irriguo, intraprendere la strada dell’equilibrio tra costi di gestione e ricavi da tariffa. Si tratta di operare, non contro i Consorzi, ma con i Consorzi,per individuare le scelte tecniche, gestionali e istituzionali più efficaci e percorribili.
  • Come ultimo punto, ma non meno importante, si dovrà creare una base dati aggiornata econdivisa, che consenta il coinvolgimento e la partecipazione alle decisioni di tutti i soggetti coinvolti. La partecipazione è uno dei punti cardine della Direttiva Europea Quadro sulle Acque: nel settore idrico è illusorio pensare di prendere decisioni non condivise ed accettate.

 

L’attuazione delle azioni indicate potrà avvenire nell’arco di una legislatura e richiederà procedure organizzative, di monitoraggio delle attività e di delega ai Comuni, al gestore del servizio idrico integrato, agli Enti e ai Consorzi di Bonifica.

Andranno mobilitate le competenze e le esperienze, disponibili presso i soggetti incaricati dell’attuazione e presso le amministrazioni centrali e locali; andranno, inoltre, programmate le risorse finanziarie (comunitarie, nazionali e regionali), destinate al settore idrico, insieme con quelle derivanti dal piano tariffario approvato con il Piano d’Ambito.

Si tratta di obbiettivi ambiziosi ma non impossibili; sarà necessario, anche in questo caso, fare sistema per concorrere in modo ordinato e pianificato al loro raggiungimento: per vincere la sfida dell’acqua.

   


 

 

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