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LA REGIONE DELLA SOLIDARIETA'

   
 

Gli Anziani

 

Come in tutti i paesi europei più avanzati, anche in Sardegna si registra un costante aumento della popolazione anziana, e soprattutto delle fasce d’età più anziane.

Il fenomeno è maggiormente acuito dalla diminuzione del tasso di natalità; ma è dovuto soprattutto allo straordinario allungamento della vita media in questi ultimi cinquant’anni, con proiezioni in crescendo almeno fino al 2015 e anche oltre.

In relazione a questo quadro si ha, come conseguenza, il determinarsi di un forte incremento dei problemi legati alla non autosufficienza, delle patologie croniche invalidanti (demenze senili, arteriosclerosi ecc…) e degli stati di dipendenza che ne derivano, fino a porre in primo piano, appunto, il problema della non autosufficienza e del reperimento degli occorrenti mezzi per farvi fronte, nella consapevolezza che, peraltro, le risorse disponibili, soprattutto quelle finanziarie, siano insufficienti.

Certamente bisognerà completare la rete delle strutture territoriali di assistenza là dove inesistenti e/o carenti.

Si dovrà provvedere a favorire la loro ristrutturazione e riqualificazione per migliorare l’indice del rapporto fra costo e beneficio e di efficienza-efficacia.

Nel medio periodo giocherà un ruolo di grande importanza sull’intero territorio regionale la nutrita e strategica rete delle Residenze Sanitarie Assistite (RSA), per il cui completamento ed entrata in funzione la politica regionale dovrà continuare il suo forte impegno sia nell’ambito delle risorse finanziarie e sia in quello della formazione degli operatori.

A fianco delle varie tipologie di ricovero, dovrà comunque realizzarsi una efficiente rete di differenziati servizi domiciliari che, per il passato hanno mostrato insufficienze e discontinuità e talora vistose distonie con le vere finalità e gli obiettivi di un servizio peraltro utile e alternativo a quello delle strutture di ricovero.

Il nuovo Piano Sociale Regionale dovrà mettere in posizione strategica e centrale una serie di interventi in grado di ampliare e diversificare l’offerta dei possibili interventi introducendo in maniera organica importanti risorse e opportunità quali: il terzo settore, le reti familiari e di vicinato, servizi territoriali diurni, servizi di pronto intervento, servizi di prevenzione sanitaria e sociale, centri di aggregazione.

Uno sforzo dovrà essere fatto in direzione del recupero e dello sviluppo del valore umano, mediante la promozione dei processi di umanizzazione all’interno di tutte le strutture e i servizi già operanti, mediante un migliore livello delle iniziative ludico-ricreative e socio-educative.

Potrà concretamente sovvenire a queste esigenze, oltrecchè la riscrittura del Piano Sociale Regionale, anche l’approvazione del già detto Disegno di Legge sul Sistema Regionale Integrato di Servizi Sociali e Socio-sanitari.

In esso sono delineati, infatti, specifici interventi sia con misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale, sia con la definizione dei luoghi di aggregazione e sia con i servizi di assistenza economica, rivolte soprattutto alle categorie maggiormente denotate da fattori di insufficienza e di cronicità.

   


 

 

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