LA REGIONE DELLA SOLIDARIETA' |
|
La Famiglia |
|
Nel corso di questi ultimi anni la famiglia, anche quella sarda, ha subito profonde trasformazioni. Si assiste al progressivo decremento dei nuclei familiari, aumentano le famiglie mononucleari e gli anziani soli. I fattori che contribuiscono a determinare questi fenomeni sono molteplici: l’aumento delle separazioni tra i coniugi, l’impossibilità di mantenere gli anziani all’interno del nucleo, il calo della natalità, il diffondersi di una mentalità individualistica in contrapposizione con i più tradizionali valori della solidarietà famigliare e parentale e del mutuo soccorso, prima fortemente diffusi e radicati nella società sarda. A fronte di questo quadro, vi è stato un discreto ampliamento, a livello di legislazione e di piani d’intervento, delle misure di tutela della maternità e della paternità, anche se di fatto poco applicate sul piano pratico. La legge regionale n. 4 del 25.01.1988 ed il Piano Socio-assistenziale Regionale dovranno essere rivisitati e riscritti, anche nel contesto del definitivo e urgente recepimento della Legge 328/2000 relativa al Nuovo Sistema Integrato dei Servizi Sociali . Gli stessi interventi a favore di minori e adolescenti, predisposti per l’intero territorio della Sardegna a partire dal 1999/2000, sulla scorta delle finalità e delle risorse finanziarie recate con la Legge 285/1997, necessitano di una immediata e sistematica reimpostazione e riprogrammazione. Occorre quindi un processo di ridefinizione e di maggiore coordinamento delle politiche attive per la famiglia che dovrà vedere la sua piena attuazione nel corso della prossima legislatura. A questo proposito potranno giocare un ruolo di fondamentale rilievo l’approvazione e l’adozione di importanti e certamente condivisibili strumenti predisposti da questa maggioranza, quali la proposta di legge Politiche regionali per la promozione e la tutela della famiglia, il Disegno di Legge Sistema Regionale Integrato di Servizi Sociali e Socio sanitari nonché l’adozione del Regolamento di attuazione di quest’ultimo, l’adozione del nuovo Piano Sociale Regionale ed il rilancio e la rivalorizzazione del Piano Regionale dei Consultori Familiari. Famiglia, minori e adolescenti devono dunque essere al centro delle politiche del nuovo sistema di welfare e divengono soggetti attivi di una rete di servizi locali che contribuiscono certamente a fruire in modo più ottimale dei benefici erogati, ma anche alla loro migliore programmazione in un’ottica di vera sussidiarietà orizzontale. Costituirà strumento privilegiato nell’attuazione dei servizi per la famiglia, i minori e gli adolescenti, quello dell’affidamento. Gli interventi di affidamento potranno riguardare minori, anziani, disabili fisici e psichici o comunque soggetti parzialmente o totalmente non autosufficienti, che non possono essere adeguatamente assistititi nell’ambito della famiglia di appartenenza. Saranno predisposti tutti gli interventi opportuni a carico della Regione e dei Comuni anche in attuazione delle recenti norme dello Stato (Legge 9 gennaio 2004, n. 6) che si propongono di tutelare, mediante interventi di sostegno temporaneo o permanente, le persone prive in tutto o in parte di autonomia nell’espletamento delle funzioni della vita quotidiana, ed introducono la nuova figura dell’Amministratore di sostegno. In tali prospettive viene assunto anche l’impegno di rafforzare il numero degli Assistenti Sociali e l’intera organizzazione del Servizio Sociale Professionale dei Comuni. |
|