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11/06/2009 11:02:00:
IL PIANO PER RIQUALIFICARE L’ITALIA

Presentato stamane alla Camera un piano per rivoluzionare il patrimonio edilizio nazionale PROPOSTA DI LEGGE DI 86 PARLAMENTARI DEL POPOLO DELLA LIBERTA’ PER RILANCIARE L’IDEA DEL PIANO CASA DI BERLUSCONI

Il piano Casa diventa il piano per riqualificare l'Italia. Un progetto ambizioso ma indispensabile per rimettere in moto l'economia e adeguare il sistema casa del nostro paese alle più evolute norme sul risparmio energetico e ambientale. Case e quartieri a consumo zero, risparmio energetico e minimo impatto ambientale. Una vera e propria rivoluzione culturale, capace di ribaltare un vetusto concetto che misurava i quartieri in metri cubi e volumi.  Oggi un quartiere, una casa, devono essere  misurati per impatto ambientale e risparmio energetico. E per farlo serve una legge scintilla, in grado di riaccendere i motori dell'economia, valorizzando l'aspetto energetico ambientale, con premialità volumetriche e fiscali, straordinarie e e limitate nel tempo.

 

DALL'IDEA DI BERLUSCONI UN PIANO MARSHALL          

PER RIQUALIFICARE IL PAESE

 

Ottantasei parlamentari del Popolo della Libertà hanno messo nero su bianco in una articolata proposta di legge le norme urgenti, strategiche  e straordinarie per rilanciare e trasformare l'idea del Presidente del Consiglio Berlusconi in un vero e proprio piano Marshall per la riqualificazione dell'Italia.

 

Una proposta di legge, primo firmatario Mauro Pili, che si annuncia rivoluzionaria per impostazione strategica e per possibili investimenti in campo .

 

La proposta, già iscritta dal 15 maggio scorso tra le leggi in carico alla Camera, è un vero e proprio piano di rilancio della “qualità paese” attraverso un progetto di riammodernamento del patrimonio edilizio italiano fondato sul risparmio energetico e la tutela ambientale, rilanciando il risanamento statico e antisismico.

 

Una proposta di legge, per la prima volta,  accompagnata da un puntuale dossier di analisi d'impatto economico , energetico ed ambientale sull'intero paese e sulle singole regioni.

 

128 MILIARDI DI INVESTIMENTI, 750.000 NUOVI OCCUPATI

 

Bastino due dati per comprendere l'impatto possibile del piano: se si verificasse l'opzione zero, quella peggiore, ovvero nemmeno una richiesta aggiuntiva di concessioni rispetto allo scorso anno, si avrebbe un investimento relativo a tutte le possibili iniziative adottabili, di 128 miliardi di euro in 24 mesi e oltre 750 mila nuovi occupati per due anni. 

 

La proposta, illustrata nel dettaglio stamane nella sala Mappamondo a Montecitorio, dispone di una valutazione cosiddetta ex ante,  preventiva, per ogni singola regione.

 

E i dati di analisi estrapolati dalla proposta di legge sono quelli di una vera e propria rinascita economica.

 

In  tutto il paese, con l'ipotesi minima,  sarebbero interessati al provvedimento 746.226 edifici mono e bifamiliari, 15.475 edifici quelli destinati alla demolizione e ricostruzione, potrebbero essere realizzati  59.041 nuovi edifici con impatto energetico ambientale in classe A – B – C.

 

La proposta prevede un meccanismo in grado di incidere significativamente sul sistema: non un regalo volumetrico ma un premio per chi investirà a tutela dell'ambiente e del risparmio energetico.

 

 

UN PAESE VECCHIO CHE INQUINA E CONSUMA TROPPO

 

Basti un solo dato per capire l'importanza dell'intervento: oggi  gran parte delle abitazioni italiane, oltre il 95% sono in classe energetica G, ovvero spendono per riscaldamento e l'energia elettrica, oltre 2383 euro all'anno per un'abitazione di 150 metri quadrati, in classe A spenderebbero appena 200 euro.

 

Significativi i dati sulle emissioni di C02  in atmosfera in classe A 5,8 Kg/metro quadro annuo, in classe G ben 35.

 

“ L'obiettivo della proposta - spiega Mauro Pili - è chiaro : riqualificare l'Italia, con case e quartieri di qualità, che risparmino energia, non inquinino e garantiscano una moderna ed elevata vivibilità. Un grande progetto energetico ambientale di riconversione del patrimonio edilizio nazionale capace di rimettere in moto l'economia rispondendo ad una grande esigenza di qualità insediativa. Case a consumo zero o minimo, quartieri riqualificati e nuovi insediamenti residenziali moderni con impatto ambientale limitatissimo e risparmio energetico garantito.

 

“La Proposta di Legge – prosegue Pili - nasce da un'idea del Presidente del Consiglio Berlusconi che ha posto il tema del rilancio economico legato alla possibilità di incrementare volumetricamente le abitazioni mono e bifamiliari per rispondere ad una esigenza di maggiore comfort per le famiglie italiane attivando di fatto un rilevante impatto economico.

 

“ Da quell'idea – sostengono gli oltre ottanta parlamentari nella relazione alla legge - nasce il piano “Riqualificare l'Italia”. Un grande Cantiere Italia attivabile con un provvedimento legislativo di principi e indirizzi, urgente e limitato nel tempo, con l'obiettivo di favorire l'immediata ripresa economica e nel contempo attivare una reazione a catena che consentirà di avviare la più grande rivoluzione culturale nel “sistema casa qualità” del nostro paese. Un progetto “scintilla” in grado di accendere i motori del sistema economico e di avviare un grande processo di riqualificazione del patrimonio immobiliare privato italiano. Questi gli obiettivi che il provvedimento intende perseguire:

 

1.     Avviare uno straordinario investimento sul risparmio energetico - ambientale  relativo al settore edilizio del paese.

 

2.     Rilanciare l'economia attraverso un settore capace di incidere direttamente e indirettamente sul prodotto interno  lordo del nostro paese con una diretta e immediata ricaduta nei territori interessati agli interventi.

 

3.     Riqualificare il patrimonio edilizio del nostro paese, attraverso interventi di nuove costruzioni, ricostruzioni, ristrutturazioni e ampliamenti che sappiano coniugare qualità ambientale e risparmio energetico.

 

4.     Promuovere  una gamma di interventi che possa attivare azioni tese al perseguimento di un'efficiente e moderna attività urbanistica e edilizia con il principio della premialità volumetrica legata alla classificazione energetica.

 

5.     Favorire la riqualificazione del sistema turistico ricettivo del nostro paese a partire dalla realizzazione di una nuova dotazione di servizi capace di migliorare l'offerta, diversificandola e ampliandone la stagionalità.

Questo piano nasce da un'analisi puntuale : il comparto edilizio rappresenta uno dei settori dell'economia ad impatto più elevato in termini di consumi energetici ed emissioni di gas ad effetto serra, sia in fase di costruzione che di uso, gestione e manutenzione.

 

IL CONSUMO ENERGETICO ABITATIVO

LA CAUSA MAGGIORE DI INQUINAMENTO AMBIENTALE

 

In Europa i consumi complessivi di energia per il solo riscaldamento degli edifici supera di poco il 40% del totale, con grande influenza sulle emissioni di CO2, responsabile del 50% dell'effetto serra. Si calcola che ottimizzando l'uso dell'energia negli edifici si potrebbero ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 42%.

 

Secondo una indagine condotta su scala europea, l'Italia si colloca al primo posto per i consumi energetici dovuti al riscaldamento invernale degli edifici e per le conseguenti emissioni inquinanti di anidride carbonica mentre è paradossalmente al penultimo posto per l'utilizzo di materiali isolanti in edilizia.

 

Da qui nasce il piano organico e la proposta di legge che definisce nel dettaglio gli strumenti che lo Stato mette a disposizione delle regioni per perseguire gli obiettivi strategici di cui la legge si fa carico.

 

I “PREMI VOLUMETRICI” PER IL MIGLIORAMENTO DELLE PERFORMANCE ENERGETICHE DEGLI EDIFICI

 

Il piano che si propone in questa proposta di legge è fondato su un insieme di strumenti che coprono gran parte dei possibili interventi nel settore edilizio fornendo una gamma di opportunità che va dall'incremento volumetrico per le mono e bifamiliari per arrivare alla riqualificazione di definiti comparti edilizi, dal nuovo edificato al settore turistico ricettivo.

 

DA ABITAZIONI A CONSUMO ZERO ALL'ABBATIMENTO DEGLI ECOMOSTRI, DAL NUOVO EDIFICATO AL TURISMO

 

Questi in sintesi i punti cardine della proposta di legge:

 

INCREMENTO VOLUMETRICO DEL 20 % PER LE MONO E BIFAMILIARI CON L'ADEGUAMENTO IN CLASSE ENERGETICA C DELL'IMMOBILE

 

DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE CON INCREMENTO VOLUMETRICO PARAMETRATO ALLA CLASSIFICAZIONE ENERGETICA

 

INCREMENTO VOLUMETRICO PER PROGRAMMI COMPLESSI PARAMETRATO ALLA CLASSE ENERGETICA DEL COMPARTO OGGETTO DEL PROGRAMMA

 

INCREMENTO VOLUMETRICO PER DIRITTI EDIFICATORI ESISTENTI  PARAMETRATO ALLA CLASSE ENERGETICA DEL NUOVO INSEDIAMENTO

 

INCREMENTO VOLUMETRICO PER STRUTTURE RICETTIVE, CHE PREVEDE AMPLIAMENTO CON PREMIALITA' VOLUMETRICA PARAMETRATA IN BASE ALLA CLASSE ENERGETICA DEL NUOVO EDIFICATO

 

INCREMENTO VOLUMETRICO DI DIRITTI EDIFICATORI RELATIVI ALLA REALIZZAZIONE DI STRUTTURE RICETTIVE  PARAMETRATI RISPETTO ALLA CLASSE ENERGETICA

 

DEMOLIZIONE “ECOMOSTRI” E RIASSEGNAZIONE VOLUMETRIA INCREMENTATA IN NUOVA ZONA COMPATIBILE

LA COMPETENZA ESCLUSIVA DELLO STATO  E QUELLA CORRENTE CON LE REGIONI

La proposta di legge punta a riaffermare un elemento imprescindibile del rapporto Stato – Regioni -  Enti Locali : quello dell'intesa. In questo caso si pone come punto di partenza il rapporto di collaborazione tra i vari livelli istituzionali già avviato nella conferenza Unificata. Lo Stato con questa legge mira a definire principi , obiettivi e strumenti di carattere generale che per essere attuati dovranno essere sottoposti al'Intesa con le Regioni interessate ad utilizzare le opportunità che le norme nazionali mettono a disposizione.  Una norma che consentirà alle regioni di potersi avvalere di ulteriori strumenti d'intervento sia nell'ambito ambientale che fiscale per la riqualificazione del proprio patrimonio edilizio. Lo Stato mette a disposizione una legge che le regioni potranno decidere di utilizzare o meno, ben sapendo che lo le misure proposte risulterebbe fondamentale per rispondere alle esigenze di ammodernamento del paese e di rilancio economico.

Sul piano delle competenze occorre citarne tre esclusive dello Stato: quella della tutela dell'ambiente,  del recepimento e conseguentemente dell'attuazione del diritto internazionale e la competenza sul sistema tributario. Queste tre competenze, alla quale si aggiunge quella concorrente del governo del territorio, spiegano l'urgenza e l'indispensabilità di questa norma. La tutela ambientale è la grande questione sulla quale si interroga il pianeta. L'Italia, prima di tutto attraverso lo Stato, deve fare la sua parte.

L'ITALIA DA INSEGUITRICE AD APRIPISTA

Deve agire  su larga scala per intervenire radicalmente sull'inquinamento atmosferico  e sul consumo energetico. Lo Stato ha, poi, l'obbligo dell'adeguamento della norma statale a quella europea che impone la certificazione del risparmio energetico. Infine solo lo Stato può disporre incentivi fiscali su questo tipo di interventi. Dunque se non lo facesse lo Stato sarebbe responsabile, complice, di un'inadempienza grave. Con questa legge l'Italia – conclude Pili - può recuperare il tempo perso, rilanciare l'economia, riqualificare il proprio patrimonio abitativo. In poche parole da inseguitore può diventare apripista.

 

 

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