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31/01/2010 10:21:00:
LA NUOVA SARDEGNA Alcoa, un gruppo di lavoratori stamattina in piazza San Pietro
Gli operai assisteranno all’Angelus. Forse il Papa li citerà nel saluto ai fedeli
La delegazione al completo si imbarcherà domani per la capitale, saranno molte centinaia
DALL’INVIATO GIUSEPPE CENTORE
PORTOVESME. Una rappresentanza dei lavoratori di Alcoa sarà questa mattina in piazza San Pietro per ascoltare l'Angelus del Papa. I delegati porteranno, per esibirlo, lo striscione della fabbrica.
Non è escluso che il Santo Padre citi anche la comunità di Portovesme nei messaggi ai fedeli. Lo striscione che verrà esibito in piazza San Pietro è stato realizzato dalla Rsu di stabilimento per l'occasione. Sarà bianco e avrà la scritta “Alcoa Portovesme”, con al lato il simbolo della Sardegna. I lavoratori arriveranno in piazza con la tuta da lavoro. Anticiperanno di poche ore l'arrivo dei loro colleghi.
L'intera delegazione partirà domani. Saranno almeno 8 i pulmann che si muoveranno nel primo pomeriggio dallo stabilimento diretti verso Cagliari. Da lì si imbarcheranno per Civitavecchia. I lavoratori Alcoa non saranno soli: con loro figli e mogli. In tutto saranno circa 500 le persone che si imbarcheranno nel traghetto.
Ma a Roma arriveranno alla spicciolata altrettanti operai, con l'aereo e con la nave da Olbia. Il sindacato ha dato precisi ordini ai propri iscritti. Tutti dovranno avere la tuta da lavoro, il casco di ordinanza, le scarpe antinfortunio e il sacco a pelo. Chi non troverà posto da parenti e amici troverà una sistemazione provvisoria o nei pulmann oppure in qualche spazio che si sta cercando in queste ore. La richiesta per poter occupare uno spazio vicino a Palazzo Chigi è già stata inoltrata alla Questura di Roma. Alla fine saranno poco meno di mille, con i sindaci e i consiglieri comunali, gli amministratori provinciali e i rappresentanti delle altre fabbriche del territorio, a cominciare da Eurallumina, che sarà rappresentata da una agguerrita e numerosa delegazione.
La settimana più lunga di Alcoa avrà una importantissima premessa domani. Gli “sherpa” dei diversi schieramenti, ma soprattutto gli esperti della Presidenza del Consiglio e i vertici legali di Alcoa, si dovrebbero incontrare per gettare le basi di una possibile intesa. Le basi di questa sono state ribadite ogni giorno, da settimane, dai vertici di Alcoa: contratto per tre anni, a prezzi certi e senza rischi diretti di infrazione comunitaria. La strada maestra, come ha ripetuto Alcoa in tutte le riunioni riservate, e come hanno detto pubblicamente esponenti politici diversi, come il deputato Pdl Mauro Pili e il segretario del Pdci Olivero Diliberto, passa per un contratto bilaterale, e quindi di natura privatistica, non suscettibile di intervento comunitario, con un grande produttore di energia. A questo contratto possono poi applicarsi i benefici previsti dal decreto-legge, ma deve essere il contratto la base dell'accordo. Questa procedura potrebbe essere considerata un privilegio per Alcoa, ma se si va in Europa il rapporto tra grandi consumatori e produttori funziona allo stesso modo. I vari governi degli stati membri della comunità incoraggiano infatti contratti di fornitura a lungo termine, consapevoli che i mercati elettrici non funzionano adeguatamente. Sistemi diversi, tutti basati su tariffe speciali accettabili per i consumatorio, sono presenti in Finlandia, Germania, Francia, Belgio e Svezia. In Spagna il sistema prevede tariffe regolamentate. In Spagna Alcoa acquista l'energia per i suoi impianti da Enel.
Non è escluso che il Santo Padre citi anche la comunità di Portovesme nei messaggi ai fedeli. Lo striscione che verrà esibito in piazza San Pietro è stato realizzato dalla Rsu di stabilimento per l'occasione. Sarà bianco e avrà la scritta “Alcoa Portovesme”, con al lato il simbolo della Sardegna. I lavoratori arriveranno in piazza con la tuta da lavoro. Anticiperanno di poche ore l'arrivo dei loro colleghi.
L'intera delegazione partirà domani. Saranno almeno 8 i pulmann che si muoveranno nel primo pomeriggio dallo stabilimento diretti verso Cagliari. Da lì si imbarcheranno per Civitavecchia. I lavoratori Alcoa non saranno soli: con loro figli e mogli. In tutto saranno circa 500 le persone che si imbarcheranno nel traghetto.
Ma a Roma arriveranno alla spicciolata altrettanti operai, con l'aereo e con la nave da Olbia. Il sindacato ha dato precisi ordini ai propri iscritti. Tutti dovranno avere la tuta da lavoro, il casco di ordinanza, le scarpe antinfortunio e il sacco a pelo. Chi non troverà posto da parenti e amici troverà una sistemazione provvisoria o nei pulmann oppure in qualche spazio che si sta cercando in queste ore. La richiesta per poter occupare uno spazio vicino a Palazzo Chigi è già stata inoltrata alla Questura di Roma. Alla fine saranno poco meno di mille, con i sindaci e i consiglieri comunali, gli amministratori provinciali e i rappresentanti delle altre fabbriche del territorio, a cominciare da Eurallumina, che sarà rappresentata da una agguerrita e numerosa delegazione.
La settimana più lunga di Alcoa avrà una importantissima premessa domani. Gli “sherpa” dei diversi schieramenti, ma soprattutto gli esperti della Presidenza del Consiglio e i vertici legali di Alcoa, si dovrebbero incontrare per gettare le basi di una possibile intesa. Le basi di questa sono state ribadite ogni giorno, da settimane, dai vertici di Alcoa: contratto per tre anni, a prezzi certi e senza rischi diretti di infrazione comunitaria. La strada maestra, come ha ripetuto Alcoa in tutte le riunioni riservate, e come hanno detto pubblicamente esponenti politici diversi, come il deputato Pdl Mauro Pili e il segretario del Pdci Olivero Diliberto, passa per un contratto bilaterale, e quindi di natura privatistica, non suscettibile di intervento comunitario, con un grande produttore di energia. A questo contratto possono poi applicarsi i benefici previsti dal decreto-legge, ma deve essere il contratto la base dell'accordo. Questa procedura potrebbe essere considerata un privilegio per Alcoa, ma se si va in Europa il rapporto tra grandi consumatori e produttori funziona allo stesso modo. I vari governi degli stati membri della comunità incoraggiano infatti contratti di fornitura a lungo termine, consapevoli che i mercati elettrici non funzionano adeguatamente. Sistemi diversi, tutti basati su tariffe speciali accettabili per i consumatorio, sono presenti in Finlandia, Germania, Francia, Belgio e Svezia. In Spagna il sistema prevede tariffe regolamentate. In Spagna Alcoa acquista l'energia per i suoi impianti da Enel.
