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02/02/2010 16:47:00:
TRASPORTI: PILI (PDL), ALITALIA NEGA CONTINUITA' A EMIGRATI
(AGI) - Cagliari, 2 gen.
(AGI) - Cagliari, 2 gen. - "La decisione di Alitalia di cancellare la continuita' territoriale per gli emigrati e' inaccettabile e va respinta con tutte le nostre forze. E' un offesa al popolo sardo considerato che gli emigrati sono figli della loro terra e non possono essere allontanati ancora di piu' dalla loro comunita'". Lo sostiene il deputato sardo Mauro Pili nel denunciare in una interrogazione al governo "la gravissima decisione della compagnia aerea di adottare una deliberazione interna con la quale ha unilateralmente deciso di negare ai nativi in Sardegna il sacrosanto diritto di poter usufruire della continuita' territoriale".
"Dopo la disastrosa gestione della continuita' territoriale di questi ultimi anni che aveva portato ad una decisione della commissione europea con l'esclusione degli emigrati - sostiene Pili - le compagnie aeree, di concerto con la Regione,avevano concordato di mantenere in essere il trattamento per gli emigrati sardi, da sempre annoverati tra i fruitori delle tariffe di riequilibrio. La decisione di Alitalia e' scandalosa - sostiene Pili - e va immediatamente ritirata con l'intervento diretto del governo e della stessa regione per ricondurre la compagnia aerea ad un atteggiamento piu' sensibile e corretto verso una regione che ha sempre rappresentato per Alitalia una fonte di lauti guadagni".
Nell'interrogazione presentata al Governo, il parlamentare sardo, sollecita il governo ad assumere atti formali verso un'estensione della continuita' territoriale non solo ai nati in Sardegna ma a tutti i cittadini italiani ed europei che da aeroporti nazionali si rechino in Sardegna. "Si tratta di un'estensione, quella a tutti i cittadini italiani ed europei, - sostiene Pili - che porrebbe fine ad una palese ingiustizia considerato che se ponte tra la Sardegna e il resto del Paese deve essere realizzato non puo' essere ad escludendum provocando un danno ingente alla Sardegna e al suo diritto di essere collegata in entrata e in uscita, per i residenti e non, al resto del Paese. Alitalia ha incassato a piene mani i soldi dello Stato e dei cittadini sardi e non puo' permettersi - conclude Pili - di negare un diritto costituzionalmente riconosciuto alla liberta' di movimento delle persone, tanto piu' se vogliono tornare nella propria terra d'origine, a pari condizioni di tutti i cittadini europei". (AGI) red 021319 FEB 10
"Dopo la disastrosa gestione della continuita' territoriale di questi ultimi anni che aveva portato ad una decisione della commissione europea con l'esclusione degli emigrati - sostiene Pili - le compagnie aeree, di concerto con la Regione,avevano concordato di mantenere in essere il trattamento per gli emigrati sardi, da sempre annoverati tra i fruitori delle tariffe di riequilibrio. La decisione di Alitalia e' scandalosa - sostiene Pili - e va immediatamente ritirata con l'intervento diretto del governo e della stessa regione per ricondurre la compagnia aerea ad un atteggiamento piu' sensibile e corretto verso una regione che ha sempre rappresentato per Alitalia una fonte di lauti guadagni".
Nell'interrogazione presentata al Governo, il parlamentare sardo, sollecita il governo ad assumere atti formali verso un'estensione della continuita' territoriale non solo ai nati in Sardegna ma a tutti i cittadini italiani ed europei che da aeroporti nazionali si rechino in Sardegna. "Si tratta di un'estensione, quella a tutti i cittadini italiani ed europei, - sostiene Pili - che porrebbe fine ad una palese ingiustizia considerato che se ponte tra la Sardegna e il resto del Paese deve essere realizzato non puo' essere ad escludendum provocando un danno ingente alla Sardegna e al suo diritto di essere collegata in entrata e in uscita, per i residenti e non, al resto del Paese. Alitalia ha incassato a piene mani i soldi dello Stato e dei cittadini sardi e non puo' permettersi - conclude Pili - di negare un diritto costituzionalmente riconosciuto alla liberta' di movimento delle persone, tanto piu' se vogliono tornare nella propria terra d'origine, a pari condizioni di tutti i cittadini europei". (AGI) red 021319 FEB 10
