NEWS

28/02/2010 11:12:00:
LA NUOVA SARDEGNA La nuova continuità decolla tra le nebbie
Mauro Pili La grande sfida è far valere il principio dei collegamenti tra isola e terraferma a costi bassi non solo per i residenti
CAGLIARI. Cieli sardi sempre più liberi. È il sogno di tutti i governi della Regione a partire da quel 18 ottobre del 2001 quando fu avviata la «continuità territoriale». Una storia controversa, un'applicazione di un principio riconosciuto dall'Unione europea che non sempre è andata a buon fine. La Giunta Cappellacci prova a segnare una nuova tappa con un disegno di legge che per ora mira a sostenere il sistema degli aeroporti proponendosi di ricalcare l'attuale modello.
 Risorse ingenti: 120 milioni, sulla carta, destinati agli aeroporti mentre i collegamenti aerei per i cittadini, al di là delle tariffe, sono peggiorati. La Giunta Cappellacci, dunque, ha predisposto un disegno di legge molto snello, quattro articoli in tutto per sostenere lo sviluppo del sistema aeroportuale, (Cagliari, Alghero, Olbia più Tortolì come aeroporto di servizio e Fenosu che non riesce a funzionare al meglio). La premessa del disegno di legge è legata alla scadenza del regime di continuità territoriale così come era stata concepita in origine quando la legge, (è la 144, articolo 36), assegnava al ministero delle Infrastrutture l'attuazione della continuità. Norma decaduta dallo scorso mese di gennaio quando la competenza è passata tutta nelle mani della Regione.
 Il primo articolo del disegno di legge predisposto dalla Giunta si rifà a una delibera precedente della Regione con la quale la Sfirs veniva individuata quale strumento operativo per il perseguimento degli obiettivi primari e cioè il sostegno al sistema degli aeroporti. La Giunta ha disposto la costituzione di un Fondo presso la Sfirs con una dotazione di sette milioni di euro per il 2010 e dieci milioni per ciascun anno del triennio successivo (2011-2013).
 L'articolo è chiaro ma l'opposizione in Consiglio regionale non è convinta: «Cappellacci e i suoi saggi», ha affermato Mario Bruno, capogruppo del Pd, «ci dovrebbero illustrare quale missione affideranno ai cinque scali isolani e quale diversificazione di rotte e vettori vogliano perseguire al di là della proposta di legge sulla ricapitalizzazione delle società di gestione da attuare attraverso la Sfirs». E il ruolo dell'ex Finanziaria, diventata oggi una società in house della Regione, è un quesito che si pongono in tanti nell'opposizione temendo che possa diventare una sorta di «Iri» regionale.
 Il secondo articolo del disegno di legge prevede che, in applicazione di quanto previsto dalla Finanziaria del 2007 con cui si disponeva il trasferimento alla Regione della continuità territoriale, dispone «gli eventuali fabbisogni finanziari derivanti dall'applicazione del servizio in Sardegna. È prevista la destinazione di 12 milioni di euro per ogni anno del quadriennio (2010-2013), per «l'adozione di programmi e interventi per favorire la continuità». Tutti questi interventi, però, saranno determinati «di volta in volta» dalla Giunta su proposta dell'assessore. Oneri pari a otto milioni per anno cui si farà fronte solo dopo una variazione di bilancio. Il penultimo articolo della legge prevede una serie di incentivi per la «destagionalizzazione dei collegamenti aerei anche verso il mercato internazionale» e riguarda quindi i low cost: la spesa prevista è di 19,7 milioni di euro per il periodo 2010-2013. L'ultimo articolo, infine, si limita a riassumere le somme e le coperture finanziarie.
 Mauro Pili è il primo firmatario di una mozione depositata alla Camera sulla continuità territoriale: «Attenzione la continuità non deve sembrare un vantaggio per la Sardegna perché è in realtà un elemento di riequilibrio di una zona insulare rispetto ad altre zone del Paese». Ma la mozione alla Camera che ha raccolto le firme di altri quarantacinque esponenti del Pdl (tra cui Testoni, Murgia, Vella, Porcu e Nizzi), punta a un nuovo regime di continuità che, a loro giudizio, dovrebbe essere estesa, oltre che agli emigrati, anche ai non residenti. Dice Mauro Pili: «Il Ponte di Messina dovrà essere usato solo dai siciliani o da tutti quelli che attraversano l'isola? La grande sfida è far valere il principio della continuità per tutti».
 Il vero dubbio da sciogliere è, infine, quello della gara: costo zero o incentivi? Ora viene imposto l'onere del servizio pubblico e le compagnie ottengono le rotte a costo zero. Pili lancia una proposta: «Se le compagnie non accettano l'imposizione dell'onere la gara si potrebbe fare al ribasso anzichè al rialzo. Il risultato sarebbe più favorevole per i cittadini».
 Luciano Uras, (capogruppo della Sinistra in Consiglio), ha sostenuto che il gruppo vigilerà per capire cosa sta accadendo. La linea dura della Regione nel contenzioso con Ryanair deve ancora essere capita: il ruolo dei low cost in Sardegna è stato determinante, il mercato è grande e in tanti ora vogliono entrare a farne parte. Sia Meridiana che Alitalia (attraverso Airone) sono entrati, infatti, nel segmento dei voli low cost.
           
| More