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Scippati 630 milioni di euro, progetti nascosti, 640 milioni di euroda assegnare per le opere da avviare ma nessuna traccia delle quote per laSardegna.
E' il quadro che emergedall'interrogazione dossier che il deputato sardo Mauro Pili ha presentato alla Camera dei Deputatiper chiedere al governo di restituire alla Sardegna i soldi che le Ferroviedello Stato ha negato all'isola negli ultimi anni.
“ Si tratta di una vera e propriacancellazione della Sardegna dalle carte geografiche – ha detto MauroPili. Finanziamenti dovuti,cancellati per colpa di smemorati funzionari che si dimenticano di predisporrei progetti per la rete ferroviaria sarda. Quello che è successo in questi ultimianni, dopo l'accordo di programma quadro 2003/2004, sulle strade ferrate sardeè assolutamente inaccettabile”.
“ Siamo dinnanzi ad un vero eproprio scippo compiuto nel più totale disinteresse del precedente governoregionale che ha accettato di essere escluso dagli stanziamenti per le retiferroviarie nazionali e ha alimentato questo atteggiamento statale con laconvinzione che il gap della Sardegna sulle reti ferroviarie si potesserisolvere con l'acquisto di qualche treno” – sostiene il deputato sardo.
“ La realtà è chiara: lo Stato, diieri e di oggi tenta, visti i dati riuscendoci, di concentrare i fondi nellearee forti del Paese. La Regione dal 2005 in poi ha mostrato di non essere interessata al miglioramento dellarete ferroviaria sarda, dichiarando a più riprese di voler risolvere i problemilegati ai tempi di percorrenza con l'acquisto in proprio di qualche treno”.
“Bisogna invertire subito questa strategiafallimentare – sostiene Pili - che rischia di relegare la Sardegna a terzomondo infrastrutturale, considerato che in Italia vi è un'accessibilitàferroviaria pari a 55 metri per ogni Kmq e in Sardegna appena 18 metri. Unterzo rispetto al resto del paese per non parlare della velocità con una mediadi 70 Km/h per la rete sarda e alle punte di 360 km/h della Freccia rossa nellatratta Roma Milano.”
“La dimostrazione che la soluzionenon è nei mezzi ferroviari ma nella sicurezza e nell'efficienza delle reti –sostiene il parlamentare sardo - è rappresentata in modo eloquente dal fattoche ormai da due mesi la Sardegna su ferro è divisa in due per una frana che hadrammaticamente fermato la corsa dell'ultimo treno che il 27 dicembre delloscorso anno che collegava Cagliari e Sassari”.
“ La rettifica dei tracciati, larealizzazione di nuove gallerie, la velocizzazione e la sicurezza, compresa larealizzazione di un doppio binario sono indispensabili per rilanciare icontenuti del primo accordo quadro sulla mobilità definito nel 2003/2004. Nonriprendere quella strategia – continua l'ex Presidente della Regionesignificherebbe consentire a Ferrovie dello Stato e Trenitalia di continuare ascippare la Sardegna in lungo e in largo, senza pudore e persino con lagiustificazione che non si investe nell'isola perché manca l'Alta Velocità”.
Quello accaduto negli ultimiprogrammi di spesa per le Ferrovie dello Stato è scandaloso – sottolinea Pili.I progetti previsti nel programma operativo nazionale 2000 -2006 per laSardegna non sono stati mai eseguiti per la mancata predisposizione deiprogetti da parte del responsabile delle misure comunitarie. Nel 2005 quellerisorse, 249 milioni di euro, nel silenzio più assoluto, sono state dirottatead altre Regioni.
Stesso trattamento la Sardegna haricevuto nel 2007 quando il governo Prodi definiva il programma 2007- 2013. Lostanziamento nazionale previsto per i PON Ferrovie era di 774 milioni di euroda destinare interamente alle Regioni del Mezzogiorno. La Sardegna vieneesclusa perché si dice non fa più parte dell'obiettivo 1, ma sui programminazionali l'inserimento nell'obiettivo 1 non è un parametro richiesto. Verrannoa mancare alla Regione investimenti per 92 milioni di euro.
Il danno maggiore avviene nel 2007al momento della firma dell'ultimo contratto di programma tra Stato eFerrovie e i relativistanziamenti, ( ministro Di Pietro) assegnati con leggi finanziarie annuali.
I contratti di programma (2007-2011) tagliano le regioni a Statuto Speciale, nel caso della Sardegna ancheperché la Regione ha accettato nel 2007 di farsi carico della continuitàterritoriale senza negoziare un solo euro infrastrutturale con lo Stato per lestesse ferrovie. Lo stanziamento del gennaio 2009 di 2 miliardi e 400 milioniper finanziare i contratti con le Ferrovie dello Stato firmati nel 2007 esclude totalmente la Sardegna. I fondiutilizzati per pagare quei contratti sono i fondi Fas, ovvero quelli destinatiall'85 per cento alle regioni del Mezzogiorno, Sardegna compresa. Con la percentuale di ripartizione diquei fondi alla Sardegna sarebbero spettati 288 milioni di euro. Invece,niente.
“ Non possiamo tacere - concludePili. Il silenzio è complice e non intendo associarmi a chi scegliesse questastrada. Il Governo e la Regione devono attivarsi immediatamente per ripartire correttamente i fondi futuri e restituire il maltoltodegli anni passati. Non si chiedono regalie ma il sacrosanto rispetto di unparametro di una regione, peraltro insulare, che sino a prova contraria faancora parte dello Stato italiano. E davanti alla corsa all'Alta velocità non èaccettabile che si facciano scomparire i binari dalla Sardegna”.
