NEWS

11/03/2010 07:50:00:
UNIONE SARDA - Salvi i fondi per il grande radiotelescopio
San Basilio. Le rassicurazioni del Governo alle interrogazioni presentate in queste settimane da Mauro Pili

  

Il radiotelescopio di San Basilio è salvo. Neppure un euro verrà tolto dal capitolo dei fondi destinati al completamento e al funzionamento dell'impianto realizzato dall'istituto italiano di Astrofisica nella vallata di Pranu Sanguni. Lo ha assicurato, rispondendo all'interrogazione presentata nelle scorse settimane dal parlamentare sardo Mauro Pili, il sottosegretario del ministero della Ricerca e dell'Università, Giuseppe Pizza. Una richiesta di chiarimenti, quella presentata dal deputato del Pdl (a cui si erano unite anche numerose altre interrogazioni), che faceva proprie le numerose sollecitazioni provenienti dal territorio e dall'intero mondo scientifico nazionale ma anche internazionale.
«Il progetto del Sardinian Radio Telescope - ha detto Pili in riferimento alla risposta del governo - sarà in funzione il prossimo anno proiettando la Sardegna nella rete mondiale della copertura telescopica». 
Nel concreto, il governo, attraverso il viceministro, ha comunicato che «i fondi attualmente stanziati risultano sufficienti per la realizzazione dell'intera struttura, come dimostra anche il fatto che è attualmente all'esame del ministero soltanto una richiesta di proroga, presentata dall'Istituto nazionale di astrofisica, relativa ai termini per il completamento del radiotelescopio, ma non una richiesta di ulteriori fondi». Ancora: l'entrata in funzione del radiotelescopio - ha confermato Pizza - è prevista per la fine del 2011.
«L'Agenzia spaziale italiana - lo ha ribadito il rappresentante del Governo -ha sostenuto il programma del Sardinian Radio Telescope sin dalle fasi iniziali e partecipa alla realizzazione ed alla gestione operativa del radiotelescopio mediante un accordo con l'Inaf, firmato nel novembre del 2008, che prevede diritti riservati di utilizzo pari al venti per cento del tempo-antenna, al fine della sua utilizzazione per le comunicazioni con le sonde interplanetarie, nell'ambito delle attività di esplorazione interplanetaria che sta conducendo direttamente o in collaborazione con altre agenzie spaziali internazionali».
«L'Agenzia spaziale italiana - ha aggiunto il sottosegretario - ha contribuito alla progettazione ed alla realizzazione del radiotelescopio con 15 milioni, dei quali 12,8 già erogati; per la gestione operativa, prevista a partire dal 2011, il contributo sarà di un milione di euro l'anno. Il costo aggiuntivo relativo al sistema di comunicazione interplanetaria è previsto in 8,8 milioni. Tutte le spese trovano copertura nei bilanci, corrente e previsionale, dell'Agenzia stessa». 
Per Mauro Pili, «la risposta del Governo è un primo passo importante per dare certezza al futuro della più importante struttura scientifica della nostra regione. Ora occorre vigilare sulla fase di avvio del funzionamento del Radiotelescopio e soprattutto sulle ricadute nel territorio che lo ospita. La ricerca scientifica, mai come in questo caso, deve coniugarsi con una realtà territoriale capace di trarre il massimo giovamento dalla nuova realtà tecnologica che oltre al grande valore scientifico rappresenta una vera e propria attrazione per l'intero territorio che ruota sul radio telescopio».
Il caso era esploso a gennaio. La paura del tagli di fondi aveva scatenato parecchie proteste degli amministratori sardi (in testa il sindaco Pino Cogodi), di quelli regionali, dei parlamentari sardi. Ma anche i timori dell'Osservatorio dell'Istituto nazionale di fisica diretto da Nichi D'Amico.
Intanto già ieri in serata sono arrivate le prime reazioni. Max Cordeddu, portavoce del Comitato Pro Sardinia Radio Telescope, ha commentato la buona notizia dal suo blog. «Il ministro Gelmini ha capito che il radiotelescopio verrà utilizzato da eminenti scienziati e ricercatori per studiare l'origine dell'universo. Il merito di questa vittoria va ai cittadini che hanno aderito al Comitato ma anche alla professoressa Margherita Hack e al suo appello.
ANDREA PIRAS 

| More