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“ Il decreto del governo per la sicurezza elettrica è un passo importante ma ora la Sardegna deveavere una soluzione strategica esenza rischi per il suo futuro energetico”. Lo ha sostenuto il deputato sardoMauro Pili intervenendo stamane nella discussione generale sul decreto del governo relativo alcosto energetico riservato alle isole maggiori.
“Il provvedimento che oggiapproviamo – ha detto Pili – è unasoluzione, ma non è ancora la soluzione strategica. Non possiamo e non dobbiamoconsiderare il decreto la conclusione di un percorso, che è ancora lungo epieno di insidie. Il governo ha fatto molto – ha proseguito il deputato sardo -ma è necessario fare ancora di più, soprattutto in termini di prospettiva, discelte strategiche e strutturali per la Sardegna”.
Dobbiamo eliminare il monopolio che strozzal'economia
“Dobbiamo avere il coraggio e laforza di affrontare la questione energetica della Sardegna guardando al cuoredel problema : esiste un monopolio che strozza l'economia dell'Isola e delleindustrie”.
“ E' il monopolio il vero problemadella Sardegna, quello che le compagnie elettriche esercitano sulle spalledella nostra terra e del nostro popolo. Per questo motivo auspico ancor oggi unintervento deciso, forte, autorevole del governo per smantellare con lapersuasione o con atti più incisivi l'atteggiamento di chi, con i soldi dellecasse pubbliche, riempie i propri bilanci ma nel contempo mette in ginocchio leimprese sarde”.
“L'intero apparato produttivo sardo èsotto ricatto dei produttori energetici che applicano prezzi inaccettabili cherischiano di portare al fallimento ogni attività industriale in Sardegna ”.
“Mi permetto di dirlo senza mezzitermini e con la chiarezza necessaria – ha detto Pili - perché altri piùautorevoli di me lo hanno sostenuto in documenti ufficiali”.
Governo ecommissione europea: tutta colpa del monopolio
“Vorrei citare – ha proseguito Pili –la terzietà di un soggetto come l'autority per l'energia che, a proposito delcaso Sardegna e del grave divario dei costi energetici con il resto d'Italia ed'Europa, il 29 gennaio scorso hadichiarato : “ Dette differenze nei livelli dei prezzi - secondo l'Autorità -non sono riconducibili interamente a differenze nella struttura di costo delrispettivo parco produttivo quanto, piuttosto, al potere di mercato unilateraledi cui godono i produttori in Sardegna”.
E se non bastasse vorrei citare laposizione netta e chiara del governo italiano rappresentata alla CommissioneEuropea in uno dei tanti carteggi con gli organismi comunitari. Dice ilGoverno: “Alcoa normalmenteavrebbe un notevole potere di negoziazione e otterrebbe un prezzo concorrenzialesoltanto leggermente superiore al costo di produzione marginale del produttore.Il fatto che ciò non sia possibile in Sardegna è da imputarsi, al comportamentodell'operatore dominante, che può fissare il prezzo in Sardegna e non ha alcuninteresse commerciale a vendere a un prezzo inferiore, sapendo che Alcoa nonpuò acquistare altrove l'elettricità di cui ha bisogno. Inoltre, in situazionedi duopolio (ENEL e ENDESA - oggi E.ON ) entrambi gli operatori possono avereinteresse ad applicare un prezzo superiore al prezzo economicamente ottimale,onde evitare di creare "un cattivo precedente" nel resto d'Italia».
Un decretopositivo ma sappiamo che è temporaneo
“Ecco, colleghi, questo decreto è unasoluzione positiva e da sostenere, ma dobbiamo sapere che si tratta di unasoluzione tampone e temporanea – ha sostenuto il parlamentare sardo. Ora abbiamo il dovere, e lo dicosoprattutto al governo, di guardare a soluzioni strategiche che cancellinoquesta distorsione del mercato elettrico in Sardegna”.
“Soluzioni che vanno perseguite conurgenza e lungimiranza sapendo che l'Unione europea non farà sconti a nessuno,e viste le assicurazioni anche del recente passato è meglio, per senso diresponsabilità, non eccedere né in aspettative, né in prematuri trionfalismi”.
“La decisione comunitaria che ha condannato l'Italia e quindil'Alcoa a pagare quasi 400 milioni di dollari di risarcimento svela aspettiinediti della questione sarda di cui non si può non tener conto – sostienePili. La Commissione europea mette sotto accusa la società Enel, responsabiledi un comportamento monopolista, che approfitta della posizione dominante perelevare i prezzi dell'energia elettrica in Sardegna”.
gli accordibilaterali restano la strada maestra
“Dal rapporto della CommissioneEuropea emerge con chiarezza estrema la gravissima situazione della Sardegna masoprattutto si ribadisce un concetto chiave di tutta la posizione comunitaria:sono le due società Enel e E.On che devono dare l'energia ad un prezzoragionevole alle società elettro-intensive dell'isola attraverso accordibilaterali”.
“ Ho più volte sostenuto la stradadell'accordo bilaterale – ha detto Pili alla Camera - ed oggi dinnanzi allaposizione della Commissione Europea mi permetto di dire che quella soluzione varicercata con forza e autorevolezza, la stessa con la quale è stato chiesto adAlcoa di restare in Italia.
in sardegnai prezzi piu' alti d'europa
I dati della Commissione Europea sonodrammatici per la Sardegna: : «I prezzi dell'elettricità in Italia sono fra ipiù elevati in Europa, e i prezzi in Sardegna sono fra i più elevati in Italia.E questo dipende soprattutto dalla posizione dominante delle società elettricheche operano in Sardegna”.
La posizione della Commissioneeuropea nella decisione di condanna dello Stato italiano sulla vicenda Alcoa èforte e chiara anche nell'indicazione dell'unica soluzione percorribile. Dicela commissione: “un esame dei fatti dimostra che il meccanismo tariffario chela Commissione aveva autorizzato nel caso Alumix ha subito un fondamentalecambiamento, ossia il passaggio da una tariffa praticata da un fornitore dielettricità a condizioni di mercato ad una tariffa che di tale ha solo il nomee che è il risultato di una sovvenzione statale”;
L'unioneeuropea : no all'intervento pubblico
“Con questa affermazione l'UnioneEuropea dice con estrema chiarezza che il prezzo Alumix (allora 18/20 euroMW/h) era corretto per due ragioni, perché ragionevole e perché praticatodirettamente da un fornitore di elettricità. Nel momento in cui – hasottolineato Pili – è intervenuto un benché minimo sovvenzionamento pubblico,attraverso qualsivoglia soggetto a partecipazione pubblica la tariffa è stata dichiarataillegittima”.
“Basterebbero questi pochi elementiper ribadire un concetto: la strada indicata dall'Unione Europea è solo una,l'accordo bilaterale”.
“Ora con il decreto al nostro esame si mira a ristabilire condizioni di sicurezza elettrica per leisole maggiori affidando a Terna, la cui soggettualità è ben nota, il serviziodi interrompibilità e il suopagamento. Sappiamo tutti e non bisogna far finta di niente che tale soluzioneandrà sostenuta con grande determinazione proprio per le peculiarità della soluzione prescelta.
Che la Sardegna meriti ed esiga unasoluzione strutturale è rappresentata da un dato che la stessa Unione Europeascandisce con la chiarezza di una sentenza di condanna: “I prezzi all'ingrossodell'elettricità in Italia sono fra i più elevati in Europa, e i prezzi inSardegna sono fra i più elevati in Italia. Nella prima metà del 2009 laSardegna si è attestata costantemente al di sopra della media nazionale (con unprezzo medio di 106,60 euro al MW/h rispetto a un Prezzo Unico nazionale (PUN) di 60,50 al MW/h)”.
Dobbiamo giàpensare al dopo decreto
“ Il dato è inequivocabile : 76% inpiù del prezzo unico nazionale. Per la Sardegna questa è la più allarmantecausa della grave emergenzaindustriale dell'isola – ha detto Pili. Sulle misure proposte nel decreto delGoverno ci sono elementi positivi che affrontano un problema ma, senzaaggiungere di più, vorrei dire, per onestà intellettuale e come responsabile appello a tutti i soggetti decisionali,che occorre pensare già al dopo, proprio in virtù di una decisione comunitaria chesi annuncia lunga e incerta”.
“Per questo motivo – ha proseguitoPili – mi permetto di avanzare in quest'aula, per la sua autorevolezza e quelladegli interlocutori del governo, una road map delle questioni più rilevanti chevanno affrontate con determinazione e responsabilità.
Un accordobilaterale per la sardegna industriale
“Prima di tutto – ha sostenuto Pili -si deve porre il problema di un accordo bilaterale, urgente e irrinunciabile trale società elettriche e le industrie sarde, dall'Alcoa all'Equipolymers, dallachimica alla metallurgia primaria. Non vorrei che qualcuno animato dalla recondita difesa della separazionedelle competenze pubbliche da quelle private dell'Enel, gridasse allo scandalo.
Sarebbe, oso pensare, - ha sostenutoPili - una triviale difesa degli interessi delle società elettriche a scapitodell'industria sarda. Lo sanno tutti, e spero che nessuno qui dentro lo ignori,che i governi esercitano, nelle migliori delle ipotesi, azioni di persuasione nei confrontidelle compagnie elettriche. Persuasioni che possono diventare inviti piùautorevoli a non incidere negativamente sul futuro economico del paesesoprattutto se si esercita una evidente posizione di monopolio.
Elettrodotto,metanodotto e centrale di autoproduzione
Secondo: vanno completati gliinterventi messi in campo nel 2002 dal governo Berlusconi che aveva individuatodi concerto con il governo regionale di allora, tre grandi interventienergetico infrastrutturali:
il nuovo collegamento elettricoSardegna Penisola Italiana da 1000 MW per rompere l'isolamento dell'Isola,opera iniziata e che deve essere rapidamente conclusa;
il metanodotto Algeria SardegnaEuropa dove si registrano ritardi ingiusticabili legati certamente ai cinqueanni passati della giunta regionale sarda che bloccò l'intervento per buonaparte della legislatura ma anche per sotterranei ostacoli che qualcuno tenta diporre all'avvio del metanodotto;
infine la centrale di autoproduzioneelettrica che la regione sarda propose al governo con la sottoscrizione delprogetto da parte delle più importanti industrie energivore, dall'Alcoa allaPortovesme Srl. Un progetto che rilanciava il polo carbonifero del Sulcis, verarisorsa strategica del nostro paese;
Questi tre progetti devo esseresostenuti con grande determinazione e la centrale di autoproduzione deve esserela soluzione strutturale per cancellare il monopolio e rendere competitive leindustrie energivore sarde.
“Ora che con questo Decreto unasoluzione temporanea sarà varata, - ha concluso Pili - è necessario andare oltre il guado per costruire unorizzonte di certezze per il futuro industriale ed energetico della Sardegna”.
