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Interrogazione del Deputato Mauro Pili
Al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti
Al Ministro dello Sviluppo Economico
Al Ministro dell'Ambiente
Per sapere, premesso che,
la ditta TREVI ENERGY s.p.a. ha presentato un'istanza di concessione demaniale marittima cinquantennale datata 10 giugno 2008 e assunta al protocollo l'11 giugno 2008 con il n. 32100, integrata da successiva istanza n. TE OUT 09 112 in data 9 novembre 2009, con la quale è stato chiesto di realizzare e mantenere un impianto di generazione eolica off-shore, in uno specchio acqueo ubicato nel golfo di Cagliari;
il progetto vede come richiedente: TREVI ENERGY s.p.a., con sede legale nel comune di Cesena, in via Larga n. 201;
la durata della concessione è prevista in anni 50;
lo scopo della concessione è: realizzare e mantenere un impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica off-shore, ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 del decreto legislativo 29 dicembre 2003 n. 387, della legge 24 dicembre 2007 n. 244;
la superficie è di quasi 10 milioni di metri quadrati (metri quadrati 9.556.926) di specchio acqueo
il signor Davide Trevisani, Amministratore delegato della Società nell'annunciare il ritiro del progetto in un' intervista pubblicata sui quotidiani sardi nella giornata odierna, 16 marzo 2010, ha dichiarato: “ mai ci saremmo sognati di gestire in prima persona una centrale eolica. I signori del vento non siamo certo noi».
alla confessione di essere estranei al ruolo di gestori del progetto si aggiunge la successiva affermazione relativa alla domanda su chi sia il gruppo per il quale Trevi Energy ha agito : «Questo non glielo dico nemmeno sotto tortura - è stata la risposta del Signor Trevisani - si tratta di informazioni riservate che non possiamo rivelare».
il capo del compartimento marittimo di Cagliari, ha reso nota, con la pubblicazione su quotidiani sardi nella giornata del 2 marzo 2010, dell'avvio della procedura aveva comunicato che il progetto era stato presentato proprio dalla Trevi Energy:
il progetto rappresenta un vero e proprio « assalto paesaggistico » allo straordinario golfo di Cagliari con gravissimo pregiudizio ambientale e naturalistico
dell'intera costa;
nello stesso tratto di costa sono stati avanzati progetti che se realizzati rappresenterebbero una vera e propria muraglia eolica lunga 16 chilometri, quasi 30.000 ettari di mare occupati da quasi 300 pale davanti al golfo degli Angeli tra Cagliari e Pula;
la Trevi Energy, la “costola energetica” del Gruppo Trevi ha già presentato al ministero dell'Ambiente alcuni impianti eolici off-shore e near-shore da realizzare, nel mare antistante la costa di alcuni comuni ricompresi nelle province di Brindisi e Lecce in particolare progetti per l'installazione ed esercizio di un impianto industriale off-shore per la produzione di energia da fonte eolica della potenza nominale di 150 MV da realizzarsi nel mare antistante la costa dei comuni di Brindisi, Torchiarolo (Brindisi), San Pietro Vernotico (Brindisi) e Lecce ed uno nel golfo di Manfredonia, altri progetti della Trevi Energy sono stati presentati nei Campomarino, Chieuti, Serracapriola.
la titolarità del progetto presentato in Sardegna nel Golfo degli Angeli confligge con le dichiarazioni rese dal titolare della Trevi Energy il quale dichiara apertamente che mai avrebbero gestito quell'impianto e aggiunge che “nemmeno sotto tortura “ avrebbe reso noti i nomi dei veri titolari della concessione e della gestione;
la gravità di tali affermazioni lascia trasparire in modo inequivocabile che dietro la gestione delle progettazioni e delle richieste di concessioni sull'eolico vi sia un'attività poco chiara e comunque non trasparente che lascia presupporre l'esistenza di mandanti e di esecutori;
la commercializzazione delle concessioni e la conseguente cessione dei certificati verdi costituisce un vulnus preoccupante dell'intera gestione della partita dell'eolico nel nostro paese;
il fatto che la Trevi Energy stia operando in diversi comuni del sud Italia lascia presupporre che simile sistema dichiarato in Sardegna possa essere riscontrabile anche in altre realtà considerato che la Trevi ha dichiarato di non aver alcun interesse a gestire questo tipo di impianti;
la determinazione con la quale è stato negato il nome del soggetto gestionale dell'ipotizzato parco eolico ( nemmeno sotto tortura) getta sull'intera operazione un' ombra che va immediatamente rimossa;
se i Ministri delle Infrastrutture e Trasporti, dello sviluppo economico e quello dell'Ambiente non intendano valutare le dichiarazioni rese dal responsabile della Trevi Enery in merito all'esistenza di altri soggetti gestionali differenti da quelli che hanno chiesto l'autorizzazione sia sul piano concessorio che realizzativo;
se non intendano valutare l'assenza dei presupposti per proseguire nell'iter autorizzativo dei suddetti impianti sino a quando non siano intervenute puntuali indicazioni e chiarimenti su chi eventualmente opera dietro le quinte attraverso società prestanome o esecutrici;
se non ritengano i Ministri interrogati di assumere iniziative affinché siano revocate le procedure avviate proprio in virtù della dichiarazione di disinteresse della stessa Trevi Energy alla gestione di impianti eolici;
