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29/06/2010 10:34:00:
PILI: IL TRUCCO DEL DEMANIO, FINTI REGALI DI STATO CON LA SORPRESA DI MINORI ENTRATE

La divulgazione dell’elenco dell’Agenzia del Demanio ATTUARE L’ART.14 DELLO STATUTO SENZA ULTERIORI PERDITE DI TEMPO

“L'elenco dei beni demaniali divulgatodall'Agenzia del demanio è l'ennesimo trucco ai danni della Sardegna neltentativo di aggirare l'art. 14 dello Statuto”.

Lo sostiene il deputato sardo Mauro Pili che inuna interrogazione urgente ai ministri competenti Tremonti, Fitto, Calderoli eBossi chiede che quei beni vengano immediatamente trasferiti alla Regione comeprevede lo Statuto.

“Il tentativo maldestro di qualche zelante uomodi Stato di assoggettare i beni sardi al regime del federalismo demaniale –sostiene Mauro Pili - è da respingere al mittente senza se e senza ma. Con ilfederalismo demaniale, infatti, alla cessione di un bene corrisponderà lariduzione proporzionale delle entrate alla Regione o all'ente locale ricevente.La differenza, dunque, tra l'attuazione dell'art.14 e il decreto legislativodel 20 maggio scorso è sostanziale. Nel caso dello Statuto i beni passano allaRegione senza oneri diretti e indiretti, senza vincoli di utilizzo e digestione, nell'altro caso invece si tratterebbe di assoggettare quei beni sia avincoli finanziari che gestionali, oltre alla conseguente riduzione deitrasferimenti da parte dello Stato alla Regione”.

“Il tentativo di qualcuno distratto o furbo difar apparire questi beni come una gentile concessione o un regalo di Stato –sostiene Mauro Pili – è inaccettabile proprio perché si tratterebbe di una violazionecostituzionale”.

“Lo Statuto della Sardegna – ricorda Pili -prevede il passaggio di questi beni senza alcun tipo di onere alla Regione, cheli può poi cedere agli altri enti territoriali, senza dover sottostare ad alcunvincolo”.

“La norma del decreto legislativo prevede,invece, non solo vincoli gestionali e possibile subentro dello Stato masoprattutto all'art. 7 minori entrate alla Regione o all'ente locale cheavessero acquisito un bene di quell'elenco”.

“Mi auguro – conclude Pili – che i ministrivogliano, nella risposta all'interrogazione, riaffermare il valorecostituzionale della norma prevista nello Statuto della Sardegna  e porre fine ad un tentativo maldestrodei responsabili del demanio statale di aggirare tale norma a scapito dellaSardegna e dei sardi”.

Nel dispositivo finale dell'interrogazione sichiede al governo:

se non si ritenga necessario riaffermare, allaluce dell'improprio elenco di beni divulgato dall'Agenzia del Demanio, che perla regione Sardegna si attua l'art. 14 dello Statuto in materia ditrasferimento di beni demaniali e che nessuna delle clausole previste nel dlgs20 maggio 2010 possa essere applicata a tale trasferimento;

se non ritenga necessario prevedere un precisoatto con il quale il patrimonio indicato nell'improprio elenco dell'agenzia deldemanio  non venga immediatamentetrasferito secondo le procedure previste per l'attuazione del richiamato art.14alla Regione Sardegna;

se non ritenga necessario attivare un immediatoconfronto con la stessa Regione Sardegna al fine di aggiornare tale elencoanche con altri immobili compresi  i fari marini già dichiarati dal Ministero della Difesadismettibili verso altre funzioni;

se non ritenga necessario prevedere unaclausola di maggior favore per le regioni a Statuto Speciale con particolareriferimento all'estensione dei beni cedibili al demanio marittimo che risultaessere escluso dall'art.14 dello Statuto Sardo;

se non ritenga prevedere una compensazioneperequativa finanziaria relativamente all'evidente disparità patrimoniale delleRegioni;

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