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14/07/2010 15:57:00:
PILI : “RISPETTARE LE TELEVISIONI REGIONALI”

La risoluzione del Parlamento ribadisce la norma Approvata stamane in Commissione Trasporti la risoluzione unitaria proposta da Mauro Pili per tutelare il posizionamento delle tv regionali nella sintonia automatica

“ L'Autorità garante per le comunicazioni deve tutelare le televisioni regionali che hanno conquistato storicamente un ruolo di primo piano nell'ambito dell'informazione e della produzione televisiva. L'avvio del digitale terrestre non deve in alcun modo modificare il posizionamento commerciale e editoriale delle televisioni regionali. Per questo motivo nella sintonia automatica le tv locali devono trovare posto nel primo arco di posizioni (1-9) del telecomando”.

Lo sostiene con voto unanime la Commissione trasporti della Camera che, stamane, presieduta dal Presidente Mario Valducci, alla presenza del Viceministro Paolo Romani, ha approvato in tal senso una risoluzione ( primo firmatario Mauro Pili - Pdl) sottoscritta dal capogruppo del Pdl Biasotti, del Pd Meta, della Lega Montagnoli, dell'Udc Compagnon e dall'ex ministro Gentiloni e da numerosi parlamentari di tutte le regioni italiane.

“L'Autorità – secondo la risoluzione approvata stamane – deve disciplinare la sintonia automatica regionale del digitale terrestre tenendo conto del posizionamento delle Tv regionali al momento del passaggio dall'analogico al digitale. Questo – ha detto Mauro Pili primo firmatario della Risoluzione - è un passaggio fondamentale perché consente di rispettare la posizione storica commerciale delle tv regionali assegnando nella sintonia automatica un posizionamento rispettoso degli investimenti economici e culturali compiuti in tanti anni”.

“La decisione unanime della Commissione rappresenta di fatto – sostiene Pili – l'interpretazione autentica della norma che stabilisce il posizionamento delle Tv locali all'interno dei primi nove canali del telecomando. Un passaggio decisivo che consente di “agganciare” le tv regionali ai primi nove canali, considerato che a seguire ci saranno proprio le tv locali e regionali. Si tratta di un riconoscimento di un diritto acquisito – ribadisce Pili – che non può essere cancellato con provvedimenti che non tengono conto delle indicazioni precise del Parlamento. E' una volontà bipartisan che non può essere elusa”.

“Al momento del passaggio dall'analogico al digitale terrestre – sostiene Pili - venne garantito il rispetto del posizionamento delle tv locali nella sintonia automatica rispettosa del consolidato storico dei dati d'ascolto. Ora quel principio sacrosanto deve essere rispettato nell'interesse della libera informazione e della sua articolazione federale”.

“Cancellare questa storia televisiva – conclude Pili – significherebbe mettere sul lastrico emittenti regionali che, perdendo il posizionamento commerciale, sarebbero costrette a  dichiarare lo stato di crisi con il conseguente di rischio di licenziamenti e chiusure. E' una responsabilità che nessuno si può assumere. Con la risoluzione di oggi il Parlamento chiarisce che le Tv devono essere salvaguardate e tutelate proprio nel quadro della libera informazione del nostro Paese”.

 

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