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15/07/2010 08:46:00:
TV: DIGITALE; COMMISSIONE TRASPORTI, AGCOM DIFENDA LOCALI
MOZIONE BIPARTISAN; PILI (PDL), AUTORITA' RISPETTI LE TV REGIONALI (ANSA) - ROMA, 14 LUG
Le televisioni locali hanno diritto a essere salvaguardate, tutelando il loro posizionamento nella sintonia automatica del telecomando. Dopo le proteste ieri anche del segretario generale della Fnsi Franco Siddi, lo ribadisce la commissione Trasporti della Camera, presieduta dal Presidente Mario Valducci e alla presenza del viceministro Paolo Romani, che oggi ha approvato all'unanimita' una risoluzione bipartisan unitaria. Con il presidente Valducci che lancia un appello all'Authority, auspicando che 'abbia la sensibilità di accompagnare il tema e rinviare la delibera di domani per una piú approfondita riflessione'.
La mozione bipartisan della commissione trasporti arriva infatti alla vigilia del varo, previsto per domani, della delibera con la quale l'Agcom dovrebbe definire la posizione dei vari canali sui tasti del telecomando.
Le tv locali, dicono i capigruppo della commissione trasporti, 'devono trovare posto nel primo arco di posizioni del telecomando, ovvero tra il tasto uno e il nove, come da articolo 5 del decreto Romani'. L'avvio del digitale terrestre, si legge nella risoluzione, 'non deve in alcun modo modificare il posizionamento commerciale e editoriale delle televisioni regionali'.
L'Autority, spiega il primo firmatario Mauro Pili (Pdl), 'ha preposto un sondaggio che non riconosce un diritto acquisito con investimenti economici e una classe giornalistica di primo livello nata nelle tv regionali di tutto il paese. Con la risoluzione di questa mattina, la piú veloce a essere approvata negli ultimi due anni, ribadiamo che le emittenti locali vanno collocate in funzione del dato storico dell'auditel e non con sondaggi effettuati oggi, dopo che lo switch off in molte regioni ha di fatto cancellato alcune realtà'. In questo senso la risoluzione, oltre a proteggere realtà produttive che rischierebbero crisi e chiusure, è anche a tutela di futuri ricorsi basati proprio sul decreto Romani, che un'eventuale delibera contraria rischierebbe di non rispettare.
'Per al prima volta si licenzia presto e bene in un provvedimento televisivo importante - commenta Michele Meta (PD), riconoscendo 'il ruolo storico di tante realtà che rappresentano risorsa e ricchezza culturale e democratica del paese. In questo passaggio al digitale - dice - dobbiamo preservare intatto questo patrimonio assumendoci delle responsabilità. Questa risoluzione è una chiara manifestazione della volontà del Parlamento italiano, ovviamente nel pieno rispetto dell'autonomia dell'Autority. All'ordine del giorno c'è anche il problema delle frequenze ancora libere, ma è doveroso riconoscere i diritti conquistati finora sul campo'.
Per Sandro Biasotti (PDL) la risoluzione 'difende soprattutto le due fasce piú deboli: utenti non pratici di tecnologie come gli anziani che non troverebbero piú i canali che seguono da sempre; e le emittenze locali private, che si scontrano con colossi come Rai, Mediaset e Sky. In un momento in cui si discute tanto di libertà di stampa, sono loro quelle che fanno piú informazione'. Un provvedimento di 'contenuto e metodo' commenta Angelo Compagnon (UDC), che sottolinea come 'la credibilità del Parlamento passi anche attraverso il rispetto delle norme'.(ANSA).
La mozione bipartisan della commissione trasporti arriva infatti alla vigilia del varo, previsto per domani, della delibera con la quale l'Agcom dovrebbe definire la posizione dei vari canali sui tasti del telecomando.
Le tv locali, dicono i capigruppo della commissione trasporti, 'devono trovare posto nel primo arco di posizioni del telecomando, ovvero tra il tasto uno e il nove, come da articolo 5 del decreto Romani'. L'avvio del digitale terrestre, si legge nella risoluzione, 'non deve in alcun modo modificare il posizionamento commerciale e editoriale delle televisioni regionali'.
L'Autority, spiega il primo firmatario Mauro Pili (Pdl), 'ha preposto un sondaggio che non riconosce un diritto acquisito con investimenti economici e una classe giornalistica di primo livello nata nelle tv regionali di tutto il paese. Con la risoluzione di questa mattina, la piú veloce a essere approvata negli ultimi due anni, ribadiamo che le emittenti locali vanno collocate in funzione del dato storico dell'auditel e non con sondaggi effettuati oggi, dopo che lo switch off in molte regioni ha di fatto cancellato alcune realtà'. In questo senso la risoluzione, oltre a proteggere realtà produttive che rischierebbero crisi e chiusure, è anche a tutela di futuri ricorsi basati proprio sul decreto Romani, che un'eventuale delibera contraria rischierebbe di non rispettare.
'Per al prima volta si licenzia presto e bene in un provvedimento televisivo importante - commenta Michele Meta (PD), riconoscendo 'il ruolo storico di tante realtà che rappresentano risorsa e ricchezza culturale e democratica del paese. In questo passaggio al digitale - dice - dobbiamo preservare intatto questo patrimonio assumendoci delle responsabilità. Questa risoluzione è una chiara manifestazione della volontà del Parlamento italiano, ovviamente nel pieno rispetto dell'autonomia dell'Autority. All'ordine del giorno c'è anche il problema delle frequenze ancora libere, ma è doveroso riconoscere i diritti conquistati finora sul campo'.
Per Sandro Biasotti (PDL) la risoluzione 'difende soprattutto le due fasce piú deboli: utenti non pratici di tecnologie come gli anziani che non troverebbero piú i canali che seguono da sempre; e le emittenze locali private, che si scontrano con colossi come Rai, Mediaset e Sky. In un momento in cui si discute tanto di libertà di stampa, sono loro quelle che fanno piú informazione'. Un provvedimento di 'contenuto e metodo' commenta Angelo Compagnon (UDC), che sottolinea come 'la credibilità del Parlamento passi anche attraverso il rispetto delle norme'.(ANSA).
