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RESOCONTO AUDIZIONE MINISTRO ALTERO MATTEOLI SU PROGRAMMA MINISTERO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI
Ha la parola l'On. MAURO PILI (PDL) -
On. Presidente, On. Ministro,
mi soffermerò velocemente su tre questioni che sono all'attenzione dell'intervento del Ministro, partendo ovviamente da una considerazione positiva sulla fotografia che il Ministro stesso ha proposto di questi ultimi dieci anni.
È innegabile che la macchina degli investimenti infrastrutturali nel nostro Paese abbia avuto un'importante accelerazione rispetto al passato. Credo che questo sia elemento di plauso per questi ultimi dieci anni di intervento infrastrutturale nel nostro Paese.
Mi permetterò, però, Ministro, di cogliere quest'occasione - da un alleato ci si aspetta molto spesso soltanto un plauso, ma a volte anche un rilievo critico è più utile - per sottoporre alla sua attenzione, conoscendo la sua lungimiranza politica, una questione che ritengo fondamentale. Abbiamo approvato lo scorso anno la legge n. 42 sul federalismo fiscale, che introduce all'articolo 22 un tema straordinariamente rilevante: quello del riequilibrio infrastrutturale nel nostro Paese. È un tema mai affrontato nel nostro Paese anche se trova in tutti i piani di attuazione una rilevanza strategica.
Abbiamo realizzato come Commissione uno studio - che credo il Ministro abbia già avuto - sull'attuazione della legge obiettivo: emerge un quadro drammatico sul riequilibrio strutturale nel nostro Paese, sia per le risorse pianificate che per la spesa. Voglio soltanto citare alcuni dati per far capire come forse, senza recriminare su quello che è stato, dobbiamo ora porci l'obiettivo di migliorare e di introdurre elementi correttivi: abbiamo una previsione del valore pro capite dei piani strategici infrastrutturali nel nostro Paese dal 2001 a oggi di 14.143 euro; il dato sul chilometro quadrato è di un 1.190.000 euro; quello sulla spesa è di 2.180 euro pro capite e 434.000 euro sul chilometro quadrato.
Ebbene, emergono dati dove ci sono regioni che hanno ottenuto ripartizioni anche di venti volte superiori a quello che sarebbe spettato loro e regioni che hanno venti volte meno. Cito per tutte la Calabria, che ha una quota di 23.000 euro pro capite a fronte di una media di 14.000, e la Sardegna che ha appena 3.000 euro pro capite. È, quindi, una disparità di trattamento e di previsione che credo debba essere al centro della politica infrastrutturale del nostro Paese perché non è sostenibile che ci siano regioni che hanno una dotazione infrastrutturale bassissima.
La Sardegna, per quanto riguarda i tre più importanti indici infrastrutturali - quello idrico, quello viario e quello ferroviario - è la regione che si trova nella situazione peggiore in Italia e, dal dato di previsione, è quella che prende venti volte meno di quello che le spetterebbe.
Il riequilibrio infrastrutturale è richiamato puntualmente nella legge n. 42 del 2009, articolo 22 nella puntualità della norma stessa, e credo serva, nel quadro delle risorse disponibili - qui non stiamo parlando di risorse che non ci sono, ma di quelle che ci sono e di quelle che potrebbero esserci nel futuro - un riequilibrio infrastrutturale assolutamente inderogabile nel quadro della coesione infrastrutturale del nostro Paese.
Cito soltanto due dati: sulle autostrade e sulle reti ferroviarie per la Sardegna non esiste niente. Non esistono le infrastrutture ferroviarie concepite nei piani che sono stati messi a punto, ne quelle autostradali. Ma non esiste neanche la ripartizione finanziaria per rafforzare gli assi stradali o ferroviari che sarebbero stati necessari.
Signor Ministro, il mio è dunque un appello e sul piano infrastrutturale il Ministero delle infrastrutture ha la possibilità di intervenire strategicamente su questo punto in maniera soddisfacente.
Il secondo tema che vorrei affrontare è quello che hanno ripreso i colleghi, Dussin innanzitutto, cioè quello del Piano Casa. Non voglio affrontare il Piano Casa 1. Lei lo ha richiamato: credo che ci siano dei ritardi che spero vengano affrontati. C'è un altro aspetto che io reputo il più grande potenziale project financing possibile in Italia: il Piano Casa 2, mortificato dalla procedura seguita dal Governo - aggiungo, con la complicità del Parlamento - secondo il quale la competenza era esclusiva delle regioni.
Io credo che il Ministero delle infrastrutture e il Ministero dell'ambiente abbiano competenze primarie per attuare, cito l'ambiente, ma anche la parte fiscale degli interventi che possono essere proposti - un serio strategico rilancio della politica della casa e dell'economia ad essa legata. Dobbiamo, insomma, On.Ministro, avere la capacità di integrare la proposta legge proposta dal collega Dussin sul cosiddetto sistema Casa qualità sull'efficienza energetica e l'impatto ambientale, e la capacità di valutare uno sviluppo che non si limiti a tener conto della logica degli ampliamenti.
C'è una proposta di legge firmata da centotrenta parlamentari del Popolo della Libertà, quindi la maggioranza del Gruppo, che propone sostanzialmente un grande piano di riconversione e di riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale partendo anche da ciò che è semplicemente pianificato. In pratica, tutte le zone C del nostro Paese che sono inutilizzate possono essere valorizzate a condizione che si dia un incremento volumetrico a quello già pianificato che consenta di risparmiare territorio, quindi di non consumare altro territorio, e di imporre le logiche dell'efficienza energetica del sistema Casa qualità che è stato richiamato.
Credo, auspico e chiedo al Ministro se non sia possibile su questo tema attivare un rapporto di stretta collaborazione con la Commissione perché questi due progetti di legge, quello del sistema Casa qualità e quello del Piano di riqualificazione, possano trovare un elemento di sintesi perché il Parlamento possa essere una volta tanto protagonista insieme al Governo di un approccio diverso.
L'abbiamo detto tutti: incanalare il Piano Casa 2 nell'ambito delle regioni avrebbe comportato quello che poi è stato un risultato: una diversificazione a macchia di leopardo dell'intervento nel Paese e non una soluzione del problema economico che ci si poneva.
Da questo punto di vista, credo che sia quindi auspicabile che lo stesso Ministro dia una disponibilità alla Commissione che ha lavorato su questo tema, sulla proposta del collega Dussin, cioè addirittura alla legislativa dimostrando di fatto una disponibilità assolutamente importante della Commissione a lavorare in termini unitari.
Vale lo stesso discorso per il tema della finanza di progetto. Abbiamo fatto un'azione unitaria, seppur con voto di astensione sul correttivo del Codice degli appalti che ha portato, proprio sul tema del diritto di prelazione e dell'intervento del project financing. Si è trattato di un apporto rilevante che poi per una serie di ragioni, che non richiamo, non sono state recepite nel correttivo perché si sosteneva la tesi di non voler rischiare ulteriori contenziosi con l'Unione europea.
Su alcuni temi abbiamo fatto una verifica grazie al lavoro del Servizio Studi della Camera - li hanno proposti maniera puntuale - di compatibilità comunitaria, di comparazione con altri livelli di intervento di project financing a livello comunitario e credo che anche su questo la Commissione possa insieme al Governo lavorare a un intervento che va nella direzione che il Ministro stesso ha tracciato e auspicato, cioè di accelerazione e di facilitazione, proprio per la restrizione finanziaria ed economica sul piano infrastrutturale, che possa vedere coinvolti i privati nel nostro Paese.
PRESIDENTE. Do la parola al Ministro Matteoli per la replica.
ALTERO MATTEOLI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
A proposito del riequilibrio infrastrutturale del Paese, onorevole Pili,se prendiamo il Mezzogiorno è un conto, se prendiamo la Sardegna è un altro. Si può sostenere che il Mezzogiorno ha avuto meno di altri, però chi vuol difendere una posizione, ha argomenti per poterlo fare. È più difficile - questo lo riconosco - farlo per quanto riguarda la regione Sardegna.
Quando, però, si parte da una soglia sul Mezzogiorno dell'8 o del 12 per cento non si può poi, dopo sei anni, passare a una soglia utopica. Per me parlare del 29 per cento solo con la legge obiettivo è già un successo. Per la Sardegna, onorevole Pili, invece ha ragione e sono d'accordo che vanno rivisitate le intese generali quadro. Le Ferrovie in Sardegna sono quelle che sono: ho avuto occasione di viverci per un anno della mia vita, quindi le conosco perfettamente. Conosco la Carlo Felice, la Olbia-Sassari che ora finalmente pare cominci a vedere qualche risultato, anche se come tutti sanno sono altri che si occupano di questa opera, anche in questo caso per volontà del Parlamento.
Sul Piano Casa 2, bisogna che il Parlamento cambi la legge esistente.
Per quanto riguarda tutto il resto, c'è piena disponibilità da parte del Governo e da parte del ministero a lavorare con le Commissioni nel senso da lei auspicato, onorevole Pili. C'è la massima volontà di trovare una norma che possa in qualche modo accelerare. Quando volete, se i Presidenti lo ritengono con le Commissioni, sono disponibile a venire qui ed esaminare - se non vado errato - le due proposte di legge citate (C. 1952 e C. 2441) per vedere come unificarle. Non verrò qui a presentarne un'altra da parte del Governo, ma a discutere su queste due per trovare il modo di unificarle.
