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19/01/2012 23:32:00:
PILI: ALCOA, RISOLVERE IL PROBLEMA ENERGIA
BASTA SOLUZIONI TAMPONE, SERVE UNA VISIONE STRATEGICA
STAMANE IN AULA L’INFORMATIVA URGENTE RICHIESTA DAL DEPUTATO SARDO
“Il Governo deve assumere piena consapevolezza del problema Alcoa e lo deve fare al massimo livello. Non è pensabile che il Presidente del Consiglio e il Ministro competente non abbiano ancora espresso una posizione ferma e chiara sia nei confronti della multinazionale che della stessa amministrazione americana. La posizione del governo è troppo arrendevole e confusa. La trattativa deve essere serrata perché né la Sardegna, né l'Italia possono permettersi la chiusura di uno stabilimento primario come quello di Portovesme”.
Lo ha detto stamane il deputato sardo Mauro Pili rivolgendosi al rappresentante del Governo chiamato dallo stesso parlamentare sardo ad una informativa urgente alla Camera sulla vicenda Alcoa.
IL GOVERNO DEVE ASSUMERE PIENA CONSAPEVOLEZZA: ALLUMINIO FONDAMENTALE PER L'INDUSTRIA ITALIANA
“La posizione del governo – ha detto Pili – deve partire da un presupposto fondamentale: lo stabilimento di produzione di alluminio primario di Portovesme è strategico per l'industria italiana. L'alluminio è la più moderna e innovativa delle materie prime fondamentali sia nel settore metalmeccanico che edilizio, costituisce l'elemento primario per il futuro dell'industria automobilistica così come nel campo delle energie alternative. Chiudere lo stabilimento Alcoa significherebbe far dipendere l'Italia da altri paesi, in particolare extraeuropei. Significherebbe mettere un cappio al collo all'intera industria italiana”.
BASTA AZZECAGARBUGLI, ORA ACCORDO BILATERALE TRA ENEL E ALCOA PER LA FORNITURA DI ENERGIA A COSTI EUROPEI
“A questa piena consapevolezza – ha proseguito Pili - deve seguire l'azione strategica del governo italiano che deve mettere da parte soluzioni tampone o tappabuchi e affrontare con chiarezza e determinazione la questione prioritaria dell'energia. Non sono più accettabili soluzioni da azzeccagarbugli come quella attuale. Lo dissi due anni fa e lo ribadisco oggi, semmai con maggiore convinzione e forza: un governo autorevole deve utilizzare tutte le armi persuasive per costringere l'Enel ha fornire ad Alcoa energia elettrica a costi parametrati alla media europea degli smelter di produzione primaria di alluminio. L'unica strada possibile è un contratto bilaterale di fornitura elettrica decennale in grado di dare prospettiva alla produzione primaria di alluminio in Italia”.
IL GOVERNO NON SIA ARRENDEVOLE, SERVE UNA TRATTATIVA SERRATA CON GLI AMERICANI
“A questo deve seguire una trattativa serrata, decisa e non arrendevole del governo nei confronti dell'amministrazione americana e della stessa multinazionale – ha detto Pili. Solo un irresponsabile non coglie nelle parole dell'Alcoa l'appello ad affrontare seriamente la questione energetica. Il chiaro riferimento all'assenza delle condizioni per produrre in Italia sono emblematiche di soluzioni che vanno perseguite senza tentennamenti e senza timori reverenziali verso l'Enel. Per questa ragione non bisogna nemmeno prendere in considerazione l'ipotesi di una serrata degli impianti, così come appare non solo inopportuno ma strategicamente rischioso affidarsi a millantate disponibilità a sostituire Alcoa. Il problema di Alcoa non è un capriccio americano ma una condizione che si verificherebbe con qualsiasi soggetto serio che volesse cimentarsi nella produzione di alluminio primario in Italia”.
FERMATE LE LANCETTE DELL'ESPLOSIONE SOCIALE
“Il governo – ha proseguito Pili - ha fatto passare già troppo tempo dalla decisione di Alcoa e, come sa bene il rappresentante dell'esecutivo, il Ministro è stato informato preventivamente della stessa decisione. Ora serve che non si perda tempo in estenuanti incontri con il solo obiettivo di far scorrere le lancette. Bisogna fermare quell'ordigno a orologeria che metterebbe in ginocchio l'intera Sardegna con ricadute drammatiche sia sul piano sociale che dello stesso ordine pubblico”.
“Al Governo dico: – ha concluso Pili – non perdete tempo, agite, convocate l'Enel, mettete a punto una strategia decennale per un accordo bilaterale per fornire energia elettrica a costo equilibrato rispetto alla media europea e garantite un accordo di programma che consenta di reinvestire sull'alluminio primario l'eventuale conferma della sanzione comunitaria di 300 milioni di euro ai danni dell'Alcoa. Un accordo di programma che consenta di rilanciare l'apparato produttivo sardo e del Sulcis Iglesiente in particolar modo”.
Lo ha detto stamane il deputato sardo Mauro Pili rivolgendosi al rappresentante del Governo chiamato dallo stesso parlamentare sardo ad una informativa urgente alla Camera sulla vicenda Alcoa.
IL GOVERNO DEVE ASSUMERE PIENA CONSAPEVOLEZZA: ALLUMINIO FONDAMENTALE PER L'INDUSTRIA ITALIANA
“La posizione del governo – ha detto Pili – deve partire da un presupposto fondamentale: lo stabilimento di produzione di alluminio primario di Portovesme è strategico per l'industria italiana. L'alluminio è la più moderna e innovativa delle materie prime fondamentali sia nel settore metalmeccanico che edilizio, costituisce l'elemento primario per il futuro dell'industria automobilistica così come nel campo delle energie alternative. Chiudere lo stabilimento Alcoa significherebbe far dipendere l'Italia da altri paesi, in particolare extraeuropei. Significherebbe mettere un cappio al collo all'intera industria italiana”.
BASTA AZZECAGARBUGLI, ORA ACCORDO BILATERALE TRA ENEL E ALCOA PER LA FORNITURA DI ENERGIA A COSTI EUROPEI
“A questa piena consapevolezza – ha proseguito Pili - deve seguire l'azione strategica del governo italiano che deve mettere da parte soluzioni tampone o tappabuchi e affrontare con chiarezza e determinazione la questione prioritaria dell'energia. Non sono più accettabili soluzioni da azzeccagarbugli come quella attuale. Lo dissi due anni fa e lo ribadisco oggi, semmai con maggiore convinzione e forza: un governo autorevole deve utilizzare tutte le armi persuasive per costringere l'Enel ha fornire ad Alcoa energia elettrica a costi parametrati alla media europea degli smelter di produzione primaria di alluminio. L'unica strada possibile è un contratto bilaterale di fornitura elettrica decennale in grado di dare prospettiva alla produzione primaria di alluminio in Italia”.
IL GOVERNO NON SIA ARRENDEVOLE, SERVE UNA TRATTATIVA SERRATA CON GLI AMERICANI
“A questo deve seguire una trattativa serrata, decisa e non arrendevole del governo nei confronti dell'amministrazione americana e della stessa multinazionale – ha detto Pili. Solo un irresponsabile non coglie nelle parole dell'Alcoa l'appello ad affrontare seriamente la questione energetica. Il chiaro riferimento all'assenza delle condizioni per produrre in Italia sono emblematiche di soluzioni che vanno perseguite senza tentennamenti e senza timori reverenziali verso l'Enel. Per questa ragione non bisogna nemmeno prendere in considerazione l'ipotesi di una serrata degli impianti, così come appare non solo inopportuno ma strategicamente rischioso affidarsi a millantate disponibilità a sostituire Alcoa. Il problema di Alcoa non è un capriccio americano ma una condizione che si verificherebbe con qualsiasi soggetto serio che volesse cimentarsi nella produzione di alluminio primario in Italia”.
FERMATE LE LANCETTE DELL'ESPLOSIONE SOCIALE
“Il governo – ha proseguito Pili - ha fatto passare già troppo tempo dalla decisione di Alcoa e, come sa bene il rappresentante dell'esecutivo, il Ministro è stato informato preventivamente della stessa decisione. Ora serve che non si perda tempo in estenuanti incontri con il solo obiettivo di far scorrere le lancette. Bisogna fermare quell'ordigno a orologeria che metterebbe in ginocchio l'intera Sardegna con ricadute drammatiche sia sul piano sociale che dello stesso ordine pubblico”.
“Al Governo dico: – ha concluso Pili – non perdete tempo, agite, convocate l'Enel, mettete a punto una strategia decennale per un accordo bilaterale per fornire energia elettrica a costo equilibrato rispetto alla media europea e garantite un accordo di programma che consenta di reinvestire sull'alluminio primario l'eventuale conferma della sanzione comunitaria di 300 milioni di euro ai danni dell'Alcoa. Un accordo di programma che consenta di rilanciare l'apparato produttivo sardo e del Sulcis Iglesiente in particolar modo”.
